Meningite, un caso a Fermo: scatta la profilassi (Foto di repertorio)
Meningite, un caso a Fermo: scatta la profilassi (Foto di repertorio)

Fermo, 12 marzo 2019 - Prima ha accusato tutti i sintomi tipici di un’influenza, poi le sue condizioni si sono aggravate: sono sopraggiunti la febbre alta, i forti dolori al capo, il vomito. Sono scattati così l’allarme, il trasporto d’urgenza al pronto soccorso e la drammatica sentenza medica: meningite. Lotta tra la vita e la morte uno studente 16enne di Petritoli, che si trova attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Torrette di Ancona.

Tutto è iniziato sabato quando, dopo il peggioramento delle sue condizioni, il ragazzo è giunto al pronto soccorso del Murri di Fermo. Il sospetto dei medici è stato confermato dall’esito degli esami ed è emerso così che il 16enne era affetto da una sepsi da meningococco. Dopo essere stato ricoverato per alcune ore in rianimazione, e visitato a lungo dai medici del reparto di malattie infettive, gli specialisti hanno optato per un trasferimento d’urgenza ad Ancona.

Le sue condizioni sono estremamente gravi e l’infezione ha intaccato anche alcuni organi interni, ma il ragazzo sembra aver risposto bene alla terapia antibiotica.

Una volta accertato il caso di meningite batterica, una delle più pericolose, l’Asur di zona ha fatto scattare la profilassi tra le persone che sono state a stretto contatto con il ragazzo; tra queste i genitori, i parenti e gli studenti della sua classe. Il 16enne, infatti, frequenta il quarto anno del corso Asa al Liceo Scientifico Calzecchi Onesti di Fermo.

Sulla scorta della diagnosi il direttore del dipartimento prevenzione dell’Area vasta 4 di Fermo, Giuseppe Ciarrocchi ha subito lanciato un appello: “Tutti coloro che sono entrati di recente in contatto stretto con il ragazzo sono pregati di recarsi all’ambulatorio vaccinazioni per l’adeguata profilassi. In questi casi la rapidità della diagnosi e della terapia sono fondamentali. A tal proposito vanno seguite queste indicazioni: la comparsa di un caso secondario di malattia è un evento raro, il rischio assoluto e relativo più elevato si ha tra i conviventi. I contatti casuali hanno un rischio di malattia estremamente basso, quindi la chemioprofilassi va solo riservata ai contatti stretti, soggetti che frequentano regolarmente e quotidianamente il paziente, coloro che condividono con il paziente la stessa abitazione, partner sessuali, compagni di classe. Non deve essere invece effettuata alcuna profilassi ai contatti casuali o indiretti in quanto si rischia di esporre il soggetto ad inutili rischi di eventuali reazioni avverse all’antibiotico”.