Morbillo
Morbillo

Fermo, 12 aprile 2017 - Torna a far paura il morbillo, una malattia che doveva già essere scomparsa, grazie alle campagne di vaccinazione che pure sono disponibili. In questi giorni si sono presentati tre nuovi casi, due fratellini di 10 e di 13 anni hanno contratto la malattia e con loro la mamma, che è finita in ospedale con la polmonite, una delle tante complicanze che può dare il morbillo.

Una situazione che si ripresenta periodicamente, sottolinea il responsabile del servizio prevenzione dell’Area Vasta 4, Giuseppe Ciarrocchi, visto che la campagna di vaccinazione nel Fermano, e nelle Marche, è al di sotto delle previsioni, che parlano della necessità di raggiungere il 95% dei bambini per estirpare la malattia: «La copertura attualmente nel Fermano è dell’80% dei bambini, significa che su mille, ogni anno, 200 rimangono scoperti. Questo porta a epidemie periodiche, i due bambini colpiti in questo momento vanno a scuola a Fermo e a Porto San Giorgio e se hanno incontrato altri bambini non vaccinati è possibile che si diffonda una piccola epidemia. L’obiettivo per eliminare la malattia parla del 95% di copertura dei bambini, altrimenti non ce la facciamo e torna, come in questo caso».

Capita che prendano il morbillo anche i piccolissimi che ancora non sono in età da vaccino e il rischio è che finiscano all’ospedale. Quali i pericoli della malattia? «Forse, è passato tanto tempo da quando era diffusissima e ci siamo dimenticati gli effetti collaterali, le complicanze anche gravi che porta con sé. Ricordiamo che un caso ogni 600 presenta una encefalite e lascia danni permanenti, un caso su mille provoca la morte. Parliamo di una malattia seria che abbiamo il potere di debellare, se solo ci affidiamo con fiducia ai vaccini. E’ chiaro che negli adulti i segnali sono più preoccupanti, la signora in questione è ricoverata per una polmonite da morbillo che non è per niente rara in casi come questo. Ecco, allora, che torniamo a raccomandare a tutti il vaccino, sicuro e controllato, nelle Marche il valore di copertura è dell’83%, ancora troppo poco. Bisogna lavorarci, sulla fiducia e sull’attenzione delle persone». La mancata copertura preventiva comporta spese sociali e sanitarie importanti: «Pensiamo ai giorni di lavoro persi, alle eventuali invalidità che provoca, pensiamo che spendiamo già tanto per prevenire tutto questo e poi affidiamoci ai medici, per un vaccino del tutto sicuro» conclude Ciarrocchi.