I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti in zona
I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti in zona

Fermo, 5 novembre 2018 - Si indaga a tutto campo sulla morte di Oleg Kuzmenko, l’ucraino di 39 anni, conosciuto in zona come Alex ‘il russo’, ritrovato cadavere sabato mattina sotto al ponte che collega Lido Tre Archi a Porto Sant’Elpidio. I carabinieri, che conducono le indagini, hanno acquisito tutti i filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e ne stanno analizzando ogni fotogramma. L’obiettivo è quello di capire se poco prima del decesso Kuzmenko fosse solo o in compagnia e, eventualmente, rintracciare chi ha visto il 39enne vivo per l’ultima volta.

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Gòi inquirenti non escludono alcuna ipotesi: omicidio, overdose o caduta accidentale. Non credono, invece, possa essersi trattato di una rapina finita male, visto che la vittima aveva con sé portafogli, soldi, documenti e telefonino. È proprio sul telefonino sequestrato che i militari dell’Arma stanno concentrando le loro attenzioni. È lì che potrebbe celarsi un presunto aggressore o lo spacciatore che ha venduto a Kuzmenko la ‘probabile’ dose letale.

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Gli investigatori sono convinti che il decesso dell’uomo si sia consumato proprio sul luogo del rinvenimento della salma, a pochi passi dal fiume Tenna. È lì, infatti, che gli specialisti del Reparto scientifico hanno trovato tracce di sangue sul terreno, che potrebbero essere la conseguenza di una caduta accidentale o di un’aggressione. Al momento del suo ritrovamento, il 39enne era riverso a terra a pancia in sotto. Il momento del decesso secondo il medico legale Alessia Romanelli, che ha effettuato la prima ispezione cadaverica sul posto, risalirebbe a tre giorni prima. A dare l’allarme era stata una persona, con una telefonata anonima al 113, che aveva segnalato la presenza di un cadavere in stato di decomposizione sotto al ponte.

Erano subito intervenuti i carabinieri che avevano transennato la zona ed avviato le indagini per dare un nome e un volto a quel cadavere. La vittima era stata identificata dai documenti che aveva con sé, ma è ancora mistero sulle cause del decesso. Sulla salma non sono stati riscontrati grossi segni di violenza. Il cranio è intatto, anche se sul viso della vittima ci sono delle ferite, una in particolare al naso, con tracce di sangue. Feriti compatibili con un’aggressione, ma anche con una caduta a faccia avanti. Sarà comunque l’autopsia, che sarà effettuata questa mattina, a stabilire definitivamente le cause del decesso. Da quel momento le indagini potranno aver un indirizzo più preciso.