"Non siamo affatto traditori ma solo coerenti"

Difendono a fronte alta le loro ragioni i giovani consiglieri di maggioranza dimissionari.

"Non siamo affatto traditori ma solo coerenti"

"Non siamo affatto traditori ma solo coerenti"

Difendono a fronte alta le loro ragioni, i giovani consiglieri di maggioranza, Francesco Tofoni (La scelta giusta), Marco Maria Lucidi (Con voi) e Maria Mariani (Per Sem) che, con le loro dimissioni (unite a quelle di Fd’I e Pd) hanno dato la spallata decisiva all’amministrazione del sindaco Alessio Pignotti e, per questo, sono diventati bersaglio di critiche dagli ex alleati. "Abbiamo deciso di mettere la faccia in questa avventura politica per ideali che erano altri rispetto a quelli che si sono rilevati dopo circa 18 mesi" dice Tofoni a proposito di quello che ora interpreta come un "‘progetto mascherato’, fatto per raccogliere consensi e, ottenuto il ‘giocattolo’ spazzare via chi ha portato folate di cambiamento per tornare al passato". "E’ da novembre che facciamo sentire la nostra voce, disapprovando tante dinamiche. Della minoranza non ci siamo mai interessati, a differenza di qualcun altro. Dire ‘basta’ a insostenibili condotte, è stata una nostra scelta, pensata e ripensata, sofferta, alla fine obbligata". "Ci chiamano traditori, poi leggiamo che Terrenzi si sarebbe reso favorevole ad accordi con la minoranza qualora fosse venuta meno la fiducia al sindaco (Pignotti, ndr), tradendo gli elettori pur di restare sulla poltrona".

Molti gli incontri che Lucidi, Tofoni e Marani hanno avuto col sindaco "per esprimere dissenso sulle scelte fatte e, quando c’è stata occasione, abbiamo affrontato tutti i nostri colleghi consiglieri. Tutti sapevano. Ci si può dire di tutto, ma non che siamo vigliacchi, codardi o traditori del sindaco che abbiamo sempre difeso. Lo ha tradito chi sin dall’inizio lo ‘ha costretto’ al rimpasto di giunta ma non c’erano motivi per giustificare una decisione unilaterale, priva di senso e logica. Noi siamo stati traditi: usati, inascoltati e messi all’angolo, costretti a scrivere una pagina buia per la città, ma necessaria per riallacciare un dialogo con la comunità e le forze sociali della città. Sono loro che hanno deriso e cestinato le volontà espresse dai cittadini col voto, inserendo in un progetto civico persone del passato, che non si erano messe in gioco, di dubbia appartenenza politica, non scelte dai cittadini. Hanno proseguito col loro ‘progetto disfattista’ inviando lettere ai centri anziani richiedendo ingenti somme. E noi, non ne sapevamo nulla. Così, ci siamo assunti ogni responsabilità convinti che in politica gli ideali non debbano mai essere traditi".

Marisa Colibazzi