Il corpo sarebbe stato trasportato in via Pescolla poco prima delle 4 (Zeppilli)
Il corpo sarebbe stato trasportato in via Pescolla poco prima delle 4 (Zeppilli)

Porto Sant'Elpidio (Fermo), 19 febbraio 2020 - Procedono a ritmi serrati le indagini sull’omicidio di Mihaita Radu, il 31enne elpidiense di origini romene, ucciso con 12 coltellate alle spalle. Al momento tutte le piste sono aperte e nessun indagato è stato iscritto sul fascicolo aperto dal sostituto procuratore di Fermo, Alessandro Pazzaglia.

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I carabinieri, che indagano sulla tragica vicenda, hanno però ascoltato per ore la ex compagna della vittima, alla quale hanno chiesto come fossero i rapporti tra lei e Radu dopo la separazione e se nelle ultime ore di vita del 31enne si fossero visti. La giovane, sentita solo come persona informata sui fatti, avrebbe dichiarato di averlo sentito solo al telefono per farlo parlare con il figlioletto. La ex compagna di Radu ha risposto a tutte le domande degli inquirenti, compresa quella su un eventuale nuovo rapporto sentimentale con un altro uomo.

In effetti in città qualcuno vocifera di qualche dissapore tra Radu e la giovane per una possibile nuova relazione di lei. In realtà, però, non ci sarebbero riscontri significativi riguardo a questa ipotesi. Anzi, alcuni conoscenti, ascolti dai militari dell’Arma, avrebbero confermato di aver visto spesso la giovane da sola, o con un’amica e il suo figlioletto, nella zona di via Cesare Battisti, nel centro di Porto Sant’Elpidio. Dunque, l’ex compagna della vittima, apparentemente, non sarebbe mai stata vista insieme ad un altro uomo né ultimamente sarebbe stata notata nelle vicinanze dell’abitazione di Mihaita Radu.

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Per ora, però, come sempre avviene in certi casi, le indagini si sono concentrate sull’ex compagna, anche se si scava a 360 gradi sulla vita di Radu e su tutte le sue frequentazioni. I militari dell’Arma stanno ancora analizzando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona e stanno passando al setaccio i numeri che compaiono nei tabulati telefonici del cellulare del 31enne. La soluzione del giallo potrebbe essere proprio nelle ultime telefonate fatte o ricevute da Radu.

Alla Corva, dove il corpo è stato ritrovato, ma anche in via Elpidiense, dove la vittima abitava, ieri il tragico fatto di sangue è stato il principale argomento di discussioni, in tanti hanno confermato che Radu, almeno nella zona in cui risiedeva, era riservato e non si vedeva molto in giro. Un po’ le stesse considerazioni che avevano fatto fin da subito sia il titolare sia i colleghi dello scatolificio dove il 31enne romeno lavorava.

Intanto, gli specialisti del Reparto scientifico continuano a lavorare sui reperti organici rinvenuti sul cadavere del 31enne e sulle tracce di dna prelevate dalle unghie. Materiale che da domani arriverà nei laboratori del Ris di Roma per essere analizzato con le più sofisticate attrezzature. Gli inquirenti avrebbero anche indicativamente individuato l’ora in cui il corpo senza vita o agonizzante del 31enne sarebbe stato abbandonato nella stradina di campagna in zona Corva di Porto Sant’Elpidio. Dai riscontri effettuati, Radu sarebbe stato ucciso in un altro luogo poco prima e trasportato intorno alle quattro del mattino in via Pescolla. I carabinieri de lla Compagnia di Fermo dagli elementi raccolti, sono sempre più convinti che chi ha colpito dodici volte alle spalle con un coltello Radu, lo conosceva. Chi l’ha ucciso e perché l’ha fatto, però, resta ancora un mistero.