Porto San Giorgio, alcune persone tagliano delle piante (Foto d'archivio Zeppilli)
Porto San Giorgio, alcune persone tagliano delle piante (Foto d'archivio Zeppilli)

Porto San Giorgio (Fermo), 14 agosto 2016 -  La lotta  contro il punteruolo rosso si fa sempre più dura. Come si era creduto finora, il segnale dell’attacco da parte del mortifero parassita non è più facilmente individuabile con l’afflosciamento delle foglie centrali della chioma della palma. Restando infatti il suo pasto preferito la cima dell’albero, può consumare qualsiasi altra sua parte, a cominciare dalla base. In tal modo la pianta si presenta in buono stato vegetativo, senza segni di affezione, ma può collassare da un momento all’altro.

E’ quanto accaduto in via Giovanni XXIII, nel quartiere sud: una palma alta 7 metri e diametro del tronco 1,20 metri, del peso di almeno una tonnellata, è caduta improvvisamente: "Per fortuna si è appoggiata ad una recinzione procurando danni trascurabili, che in situazione diversa potevano essere molto gravi" riferisce il funzionario dell’ufficio ambiente, Giuseppe Bordoni: "Il ciuffo centrale della chioma era perfetto – aggiunge – ma la pianta si è staccata di netto alla base, facendo pensare in un primo momento che fosse marcita per un qualche problema. Poi abbiamo verificato con sorpresa che era opera del punteruolo, una cosa mai capitata prima e che diventa un serio problema per la pubblica incolumità".

Per avere lumi Bordoni si è rivolto all’Assam (Agenzia per i servizi nel settore agroalimentare delle Marche) i cui tecnici gli hanno detto che tra Grottammare e San Benedetto si erano già verificati 4-5 casi simili e che una palma di 15-16 metri era stata colpita dal parassita a metà tronco e si è ribaltata, danneggiando delle auto. Per fortuna in quel momento non passava nessuno: "Ovviamente terremo gli occhi aperti – assicura Bordoni – ma quando è così non è facile perché la pianta si presenta bene sotto l’aspetto vegetativo, senza dare segnali della presenza del parassita, e quindi non si può neanche intervenire per cercare di debellarlo. Per fortuna si tratta di pochissimi casi".

Finora molte delle piante contagiate sono state trattate ed hanno ripreso. Una trentina invece non sono rifiorite ed è stato necessario eliminarle. Bordoni da ultimo incrocia le dita per le palme del lungomare che finora non sono state infettate dal punteruolo probabilmente, secondo lui, per la salsedine o per la sabbia che il vento vi trasporta o per il trattamento a cui sono state sottoposte con i nematodi, una specie di parassiti che aggrediscono il punteruolo anche allo stato larvale.