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30 mag 2022

Poliziotto si spara a Fermo. E' il secondo caso in pochi giorni nelle Marche

Capodarco, il 50enne si è ucciso con la pistola d'ordinanza nella sua auto. Il 25 maggio il suicidio ad Ancona di un collega di 23 anni

30 mag 2022
fabio castori
Cronaca
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Il poliziotto che si è tolto la vita con un colpo di pistola
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Il poliziotto che si è tolto la vita con un colpo di pistola

Fermo, 30 maggio 22022 - Ha raggiunto con la sua auto il belvedere di Capodarco, ha spento il motore e si è sparato un colpo di pistola. Ancora un suicidio nelle Marche e ancora un poliziotto che si toglie la vita con l’arma di ordinanza. La tragedia si è consumata ieri all’alba lungo la strada provinciale che collega Capodarco alla costa. Rocco Servodio, agente di 50 anni da moltissimi anni residente a Fermo, era originario di Bari.

Aggiornamento Il gesto estremo del carabiniere di Fermo 24 ore dopo

Erano da poco passate le 8,45 quando un residente, insospettito da quella vettura ferma sul ciglio della strada, ha lanciato l’allarme. Sul posto gli uomini della questura che si sono trovati di fronte alla tremenda scena. Inutile l’arrivo dei sanitari del 118, che hanno solo potuto costatare il decesso del 50enne. Secondo il medico legale, che ha effettuato la prima ispezione cadaverica, l’agente era già morto da circa quattro ore.

Servodio, molto conosciuto in tutto il territorio, prestava servizio nel Reparto mobile di Senigallia da due anni e prima aveva coperto un importante ruolo alla polizia postale di Ancona. Il 50enne viveva con la moglie e le figlie in una palazzina di Lido San Tommaso, a circa tre chilometri dal luogo della disgrazia.

Chi lo conosceva lo ricorda come una persona gioviale che non aveva mai dato segni di instabilità. "L’ho incontrato due giorni fa – racconta un collega – era sorridente e non sembrava una persona che stesse pensando ad un gesto estremo. Mi ha detto che con sua moglie le cose non andavano bene, ma, ripeto, era sereno". Stessa sensazione aveva avuto un suo grande amico, che lo aveva sentito sabato al telefono: "Aveva chiamato per salutarmi e dirmi che sarebbe stato fuori una ventina di giorni per lavoro, cosa che, nel Reparto in cui operava, faceva spesso. Era felice del suo ruolo e mi diceva che spostarsi continuamente era stressante, ma gli piaceva e gli serviva per staccare dal quotidiano".

Una tragedia che va ad aggiungersi a quella di pochi giorni fa, quando nella questura di Ancona, un agente di 23 anni, originario di Ascoli si era tolto la vita con un colpo sparato dalla sua pistola. Era stato trovato a terra, nel suo alloggio, in un lago di sangue. Nella mano aveva la pistola d’ordinanza, quella che portava con sé dal 2020, quando aveva coronato il sogno di entrare in polizia.

Fabio Castori

 

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