Proteggere suolo e acque: parte il secondo accordo agroambientale

Coinvolti 15 Comuni e 110 imprenditori della media e bassa Valdaso, Porrà: "Ora apriamo a questa nuova esperienza"

Si è tenuta nella sala Lussu di Altidona, la presentazione del nuovo bando relativo all’Accordo agroambientale per la Valle dell’Aso. Promosso dal ‘Contratto di fiume’, l’accordo coinvolge soggetti pubblici e privati ed ha chiuso la prima esperienza dopo sette anni di attività con il coinvolgimento di 15 Comuni e 110 imprenditori agricoli della media e bassa Valdaso, capitanati dal Comune Capofila di Altidona. L’accordo agroambientale infatti, è nato con lo scopo di proteggere il suolo e le acque dall’inquinamento da fitofarmaci e nitrati, attraverso l’adozione di tecniche agricole condivise. "I sette anni dell’accordo agroambientale si sono conclusi nel rispetto dei tempi istituzionali ed ora apriamo alla seconda esperienza – commenta il sindaco Giuliana Porrà –. Grazie alla sinergia tra Comuni e agricoltori aderenti al progetto unitamente alle associazioni di categoria, si sono ottenuti ottimi risultati nell’area definita dall’accordo, che riguarda il bacino idrografico della media e bassa valle dell’Aso, riscontrabili sia nel coinvolgimento del pubblico e del privato, nella formazione per cui l’Accordo si avvale della collaborazione dell’Università di Agraria di Ancona e nella presa di coscienza degli agricoltori della loro centralità assoluta nella tutela dell’ambiente". Il sindaco (che è giusto specificare essere agronomo) induce a riflettere su quanto l’Accordo agroambientale influisca sull’altissima qualità delle produzioni agricole, valorizzazione della valle dell’Aso in termini di benessere di vita, accoglienza turistica e quindi buona economia. Non a caso l’Accordo agroambientale delle Valle dell’Aso, è stato un progetto su cui si è relazionato al parlamento di Bruxelles. "Siamo nella fase di accoglienza delle manifestazioni di interesse per ripartire con il nuovo Accordo – conclude Porrà – a sostegno del presente e del futuro della Valdaso".

Paola Pieragostini