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30 lug 2022
30 lug 2022

Radu, morto con dodici coltellate

I primi sospetti caddero sull’ex moglie e il compagno: hanno un alibi di ferro

30 lug 2022

Dodici coltellate alle spalle, inferte con una violenza inaudita. E’ così che, la notte del 16 febbraio del 2020, viene ucciso Mihaita Radu, un operaio 31enne di origini romene residente a Porto Sant’Elpidio da una decina d’anni. Un omicidio cruento e, dopo due anni e mezzo, ancora avvolto dal mistero quello per il quale è ancora aperto un fascicolo, a carico di ignoti, della Procura della Repubblica di Fermo. Il corpo senza vita del giovane viene rinvenuto la mattina del 17 febbraio 2020, in via Pescolla, nella frazione Corva di Porto Sant’Elpidio. A lanciare l’allarme è un passante appena uscito da casa e sul posto intervengono i sanitari del 118 e i carabinieri, che possono solo constatare la morte del 31enne causata dall’emorragia provocata dalle coltellate. Sul cadavere gli specialisti del Reparto scientifico rilevano dodici ferite inferte con un’arma da taglio non di grandissime dimensioni. Sul luogo in cui trovava la salma, c’è solo un piccolo rigagnolo di sangue, attribuibile ad una perdita post mortem. Segno evidente che Radu è stato ucciso altrove, quindi caricato in macchina e trasportato nelle campagne elpidiensi solo in seguito. In caso contrario in quella stradina sperduta, vicino al cadavere, dovrebbe esserci una pozza di sangue. Sul corpo del giovane non vengono trovati segni evidenti di colluttazione. Radu non ha lottato, non si è accorto di nulla e quasi certamente è stato colpito a tradimento da una o più persone. Radu è sposato, separato, con un figlioletto di sei anni e i primi sospetti degli investigatori si concentrano sulla ex e sul suo nuovo compagno. Niente di tutto questo: i due sospettati hanno un alibi di ferro. Radu da giovanissimo ha avuto qualche problemino con la giustizia, ma ormai da tanto tempo fila dritto. Per ora l’identità dell’assassino e il movente dell’omicidio restano un giallo.

fab.cast.

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