La polizia
La polizia

Fermo, 24 marzo 2015 - Ha marinato la scuola, si è comprata una dose e poi si è recata nei bagni pubblici per spararsela in vena. Forse non immaginava che quel veleno avrebbe rischiato di ucciderla o forse lo sapeva, ma ha voluto ugualmente provare quel brivido o farsi del male. Ma la verità è che bucarsi a 17 anni e rischiare di morire di overdose è quanto meno folle. È accaduto ieri mattina nei bagni pubblici nei pressi di piazza del Popolo. Erano da poco passate le 10.30, quando un passante ha notato una ragazza che rantolava all’interno dei locali antistanti ai gabinetti. L’uomo ha subito lanciato l’allarme e sul posto sono tempestivamente intervenuti i sanitari di 118 e Croce Verde di Fermo.

I soccorritori sono immediatamente entrati in azione e hanno iniziato le operazioni di rianimazione, che sono andate fortunatamente a buon fine. La 17enne ha dato cenni di ripresa, anche se per favorire la respirazione è stato necessario applicarle una mascherina per la somministrazione di ossigeno. Soltanto qualche minuto di ritardo o qualche esitazione da parte dei soccorritori e quella ragazzina non ce l’avrebbe fatta.

Una volta stabilizzata la situazione, la vittima del malore è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale civile ‘Murri’, dove è stata immediatamente trattata con i farmaci necessari ad una pronta reazione del suo organismo. Il suo fisico, vista anche la giovane età, ha reagito bene, anche se i medici non hanno sciolto ancora la prognosi, che dunque resta riservata. La ragazza, infatti, viene tenuta sotto stretta osservazione e le sue condizioni sono stabili. Ma adesso sulla vicenda indagano i poliziotti del commissariato di Fermo. L’obiettivo è capire chi abbia fornito la droga alla minorenne, se era la prima volta o se la ragazza ne faceva uso abitualmente. Interrogativi inquietanti, ai quali c’è bisogno di dare risposte al più presto. D’altronde che lo sballo fosse entrato nelle scuole era ormai stato accertato dai tanti e continui controlli delle forze dell’ordine, ma che la situazione stesse precipitando così era impensabile.

Ma la cosa più sconvolgente di tutta questa vicenda è che ci troviamo di fronte a una vittima poco più che adolescente, e non a un tossicodipendente vissuto. Non è il solito quarantenne consumato dall’eroina che incappa nel buco sbagliato, ma una minorenne alla quale qualcuno, pur conoscendo la sua giovanissima età, ha ceduto della droga, droga pesante. La stessa droga che gira davanti alle scuole e non solo quelle superiori: perché il fenomeno ha raggiunto anche le scuole medie. E questo la gente, i genitori, lo devono sapere: non è nascondendo le cose, per evitare allarme sociale, che si risolvono i problemi.