Il pronto soccorso di Fermo (foto Zeppilli)
Il pronto soccorso di Fermo (foto Zeppilli)

Fermo, 19 marzo 2019 - Lo hanno atteso all’uscita dal bar e poi, in sei, lo hanno aggredito con un collo di bottiglia e lo hanno rapinato. È accaduto a Lido Tre Archi e a farne le spese è stato un 35enne, che è finito al Pronto soccorso con diverse ferite al volto e un tendine del braccio reciso. Erano da poco passate le 19,30 quando un gruppo di tunisini, capeggiati da B.M., un 45enne che controlla molti dei traffici loschi del quartiere, ha deciso di regolare un conto in sospeso con un connazionale.

Così hanno aspettato che uscisse dal bar e lo hanno massacrato. Dopo averlo colpito più volte alla testa e al volto con una bottiglia, lo hanno aggredito con i pezzi di vetro rimasti. Con un fendente lo hanno colpito al braccio e, una volta ridotto in stato di semi incoscienza, gli hanno strappato dal collo una catena d’oro e gli hanno rubato il portafogli. Quindi i sei sono scappati, lasciando la vittima in una lago di sangue. Il corpo del 35enne è stato notato da un passante, che ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che, dopo le prime cure, hanno trasportato il giovane al Pronto soccorso. Qui i medici gli hanno riscontrato diverse ferite lacero contuse alla testa e alcune al braccio. Sul fatto indaga la polizia, che ha già identificato il personaggio di spicco del gruppo che ha guidato l’assalto e la rapina. Stando ad una prima ricostruzione, si tratterebbe di un’azione punitiva per un presunto sgarro compiuto dalla vittima nei confronti del capo del clan tunisino che ha agito. All’origine del regolamento di conti ci sarebbe infatti una mancata trattativa tra due fazioni rivali in lotta tra loro.