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8 lug 2022
8 lug 2022

Riabilitazione, ricerca e non solo "Questa realtà è poco conosciuta"

All’Inrca gli specialisti spiegano di avere venti posti letto: "La nostra forza è l’approccio multidisciplinare"

8 lug 2022

Una struttura strategica, in grado di erogare servizi d’eccezione, eppure poco conosciuta soprattutto sul territorio. L’Inrca di Fermo è una struttura sanitaria a carattere di ricerca che copre servizi di riabilitazione multidisciplinare, per le ferie ci si organizza e d’estate si lavora come sempre. La direzione regionale è di Gianni Genga, il responsabile del servizio riabilitazione a Fermo è Pietro Scendoni, reumatologo, con lui nell’equipe ci sono Alessandro Fiè, neurologo, e Lucio Cardinali, cardiologo, insieme con il geriatra Demetrio Postacchini, intorno fisioterapisti, infermieri, persona che si prende cura: "Abbiamo venti posti letto – spiega Scendoni – quattro dei quali sono dedicati alla riabilitazione cardiologica. I nostri pazienti sono persone con esiti da ictus o che hanno subito un intervento di cardiochirurgia a Torrette. Assistiamo malati di Parkinson, persone con problematiche ortopediche, siamo centro di riferimento regionale per le osteoporosi severe e per le artriti croniche". Tutti servizi anche ambulatoriali che potrebbero essere sfruttati di più dal territorio: "A volte abbiamo la sensazione che l’Inrca sia più conosciuto in Abruzzo o in Umbria piuttosto che a Fermo. La nostra forza sta proprio nell’approccio multidisciplinare con cui ci rapportiamo alle persone, chi è ricoverato resta in media una ventina di giorni e quando esce ha una rinnovata fiducia nelle sue capacità", sottolinea ancora Scendoni.

Il cardiologo Cardinali aggiunge: "Molto lavoriamo anche sul supporto psicologico delle persone, chi scopre di avere un problema cardiologico o ha subito un intervento importante poi ha bisogno di un momento di riflessione, di metabolizzare la nuova vita che gli si apre". Si parla di persone con una aspettativa di vita anche importante, l’età media è dai sessanta anni in su, gli strumenti sono i più sofisticati: "Lavoriamo molto anche con la teleriabilitazione – spiega Fiè – durante il lockdown ci siamo organizzati per non lasciare sole le persone che non potevano più venire in ospedale. Abbiamo una stanza che sarà occupata dal terapista occupazione, un professionista che si occuperà delle capacità residue delle persone attraverso momenti di socialità, di condivisione, giochi o laboratori manuali". Sono quattro i piani occupati per la riabilitazione, oltre al reparto e agli ambulatori ci sono le stanze intermedie, per la telemedicina e la palestra dove è sistemato uno strumento che si chiama Vibra 3.0, per la riabilitazione di muscoli e ossa attraverso vibrazioni a aria pressurizzata. "Portiamo avanti i nostri progetti di ricerca che hanno ricadute su tutta la comunità – conclude Scendoni – va avanti il progetto Smart village, in collaborazione con l’Ambito sociale, per portare la medicina sempre di più vicino alle persone. Si stanno portando avanti investimenti importanti, sulla struttura di Fermo abbiamo il meglio che si possa offrire. Siamo nel circuito Cup regionale e in sinergia con gli altri ospedali, qui si arriva per ripartire con uno slancio diverso".

Angelica Malvatani

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