Riflettori sul sisma: tante ferite da sanare

Pomeriggio di confronto con esperti organizzato questo pomeriggio dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini a Servigliano

Riflettori sul sisma: tante ferite da sanare
Riflettori sul sisma: tante ferite da sanare

’Sisma 2016: cosa è stato fatto, cosa c’è da fare, prospettive…’. È il tema della giornata di studio, organizzata dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini, che si svolgerà questo pomeriggio alle 17.30 nel palazzo municipale a Servigliano. Un momento di confronto di elevato livello tra politica, tecnici, amministratori, categorie. Dopo i saluti del prefetto Michele Rocchegiani, del sindaco Marco Rotoni, del presidente del Rotary Club Michele Tarulli, del presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabbatini e del presidente di Confindustria Fermo Fabrizio Luciani, si aprirà la parte centrale del convegno con il giornalista Maurizio Socci che intervisterà il senatore Guido Castelli (Commissario per la ricostruzione post terremoto) e l’ing. Marco Trovarelli (direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Marche). Seguiranno gli interventi dei presidenti Andrea Santori (Svem), Stefano Violoni (Ance Marche), Lanfranco Ceroni (Cassa edile Ascoli Fermo) Aramis Garbatini (Cedam) e del direttore Andrea Caranfa (Cna Fermo). Previsto anche lo spazio per le domande del pubblico.

"Proprio in questo periodo – sottolinea l’ingegner Michele Tarulli, presidente del Rotary Club Alto Fermano Sibillini – ricorrono i sette anni da quelle terribili scosse del 24 agosto e 30 ottobre 2016, le quali hanno segnato in maniere indelebile i territori del centro Italia. Alla domanda del perché il Rotary Club Alto Fermano Sibillini abbia deciso di promuovere questa importante giornata di studio con gli attori principali della ricostruzione post-sisma, le risposte vengono naturali. In primo luogo, perché la quasi totalità del territorio dove agisce il nostro club è nella zona cratere. Secondo aspetto, perché proprio tra le cause da portare avanti dal Rotary, c’è quella di dare la giusta risposta ai disastri naturali. In questi casi il Rotary si muove in tre fasi distinte: a) intervento immediato, dove i club insieme ai loro partner locali intervengono nell’immediato offrendo anche materiali di prima necessità; b) assistenza a breve termine, dove i club insieme ai partner locali cooperano per ristabilire le operazioni giornaliere; c) recupero a lungo termine, dove i club pianificano e realizzano progetti per le comunità colpite dalla calamità". Tanta sostanza da parte del Rotary Club: "Un disastro come quello che ha colpito le zone del centro Italia, se non affrontato con i giusti modi e tempi, rischia di lasciare delle ferite profonde ed indelebili su quelle terre; ecco perché il Rotary Club Alto Fermano Sibillini ha deciso di impegnarsi in prima linea per mantenere alta l’attenzione sul tema ricostruzione, e lo farà partendo proprio da questa giornata studio del 22 settembre a Servigliano, dove metterà insieme gli attori principali di questa complessa macchina. Credo fermamente – aggiunge Tarulli – che una delle nostre forze sia proprio quella di riuscire a far dialogare tutti i componenti del puzzle. Questo potrà rappresentare un valore aggiunto da mettere a disposizione del nostro territorio. Ho la piena consapevolezza che non avremo più il nostro territorio come lo ricordiamo prima del sisma; esso ritornerà alle generazioni future peggiorato oppure migliorato e questo dipenderà unicamente dalle nostre azioni. Il Rotary Club Alto Fermano Sibillini si impegnerà con tutte le proprie possibilità, per promuovere dei cambiamenti positivi, che lascino un territorio rigenerato ed un futuro ricco di opportunità ai nostri ragazzi".