ANGELICA MALVATANI
Cronaca

Santuario della Misericordia, la riapertura post sisma: "Non ci siamo mai arresi"

Dopo 8 anni di chiusura il convento riapre il portone a credenti e visitatori. Il sindaco: "Siamo privilegiati nel vedere la rinascita di questo luogo sacro"

Il Santuario della Misericordia a Fermo, riapre 8 anni dopo il terremoto

Il Santuario della Misericordia a Fermo, riapre 8 anni dopo il terremoto

Fermo, 10 luglio 2024 – Quando torna al pubblico una chiesa si sana una ferita, si ricuce uno spazio che avvicinava una comunità al cielo. Per questo è stata festa grande per il ritorno del convento della Misericordia, una delle chiese più significative della città, chiusa per ristrutturazione dopo il sisma del 2016. Due giorni fa il taglio del nastro, alla presenza, tra gli altri, del commissario per la ricostruzione Guido Castelli, del vescovo Rocco Pennacchio e del sindaco Paolo Calcinaro.

L’intervento ha avuto un importo di 650.488 euro, necessario alla riparazione dei danni, alla riduzione delle vulnerabilità ed al miglioramento sismico. Il santuario Madonna della Misericordia è un edificio in muratura con pianta a croce latina, risalente al 1900 e costruito su iniziativa dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi. I lavori si sono concentrati, tra le altre cose, su murature, copertura, campanile e solai. "Tutte le chiese sono importanti, ha commentato il vescovo, qui in particolare si celebra la devozione per Santa Rita con la presenza storica degli agostiniani in questa città. Sono passati 8 anni dalla chiusura della chiesa per il sisma ma i frati non si sono mai arresi, nonostante qualche perdita importante durante il Covid".

Una comunità che è rimasta comunque unita, forte la tradizione di devozione alla chiesa, si è celebrata l’eucarestia nel vicino convento due volte al giorno e i riti si sono custoditi fino ad oggi. Il recupero è stato curato dall’architetto Paci di Pesaro che ha previsto prima i lavori di sistemazione del danno per poi inserire presidi per resistere al sisma, sono stati rifatti i solai e il tetto del campanile, così come parte della copertura della chiesa. Di otto anni, due sono passati per eseguire i lavori, nel 2017 e nel 2018 si cercava il modo per ricostruire un territorio diffuso con danni importanti sul sisma. Oggi i passi avanti ci sono, il commissario Castelli si è detto felice di salutare una nuova vita per la chiesa: "L’abbiamo resa più sicura, commenta Castelli, è un omaggio anche a quello che rappresenta questa struttura, c’è molto rispetto che anima anche questa opera di ricostruzione". È possibile fare bene, fare relativamente presto e riaprire una chiesa che da secoli accompagna preghiere e speranze. "Andiamo a riaprire un luogo importante, dobbiamo sentirci privilegiati nel vedere la rinascita di questo luogo", ha commentato il sindaco. Una chiesa grande e centrale, piena già dalla prima sera, per la gioia di respirare di nuovo il senso di conforto che offre la preghiera nelle mura silenziose e suggestive del convento della Misericordia.