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16 giu 2022

Sindaco: Pignotti o Calcinari. E il Pd s’interroga

Ufficiale il ballottaggio, la Commissione ha rigettato il ricorso in autotutela dei dem. L’unica speranza per Alessandrini è il Tar

16 giu 2022
marisa colibazzi
Cronaca
La gioia di Calcinari all’interno della sede elettorale
La gioia di Calcinari all’interno della sede elettorale
La gioia di Calcinari all’interno della sede elettorale
La gioia di Calcinari all’interno della sede elettorale
La gioia di Calcinari all’interno della sede elettorale
La gioia di Calcinari all’interno della sede elettorale

di Marisa Colibazzi

L’ufficio Centrale ha confermato il risultato elettorale delle elezioni del 12 giugno per cui al ballottaggio del 26 giugno, vanno il candidato sindaco del terzo polo, Alessio Pignotti (con 2933 voti e il 38,9%) e il candidato del centrodestra, Gionata Calcinari, con 2300 voti (30,54%). E’ confermato che c’è un solo voto di distanza rispetto al candidato sindaco del centrosinistra, Fabiano Alessandrini (fermo a 2299 preferenze e al 30,52%). O almeno, questo è il dato ufficiale nudo e crudo. Sì, perché durante la giornata di ieri, non sono mancati i colpi di scena e al termine delle operazioni di convalida, il giallo sulla correttezza dell’esito dello scrutinio non era stato del tutto chiarito.

"Ad oggi, emerge un quadro ancora non chiaro sull’esito di chi andrà effettivamente al ballottaggio insieme a Pignotti. Quello che contestiamo è l’assegnazione di schede a Calcinari quando invece avrebbero dovuto essere assegnate al Pd. E’ indubbio che sulla vicenda va fatta assoluta chiarezza. Dal canto nostro, stiamo preparando il ricorso in autotutela" così scriveva ieri mattina, Luca Piermartiri, segretario provinciale del Pd. E in effetti, il ricorso in autotutela è stato presentato, ieri mattina, alla Commissione elettorale chiedendo che venissero riaperte le due schede contestate, dei seggi di Cretarola e Casette (in realtà ce ne sarebbe anche una terza, in un seggio di Cascinare, che però è meno significativa ai fini della soluzione del dilemma) che sono state verbalizzate, ma non conteggiate.

Secondo il centrosinistra, almeno per una di queste schede, il voto andava dato al Pd in quanto c’era la scritta ‘Meloni’ (nessun candidato aveva questo cognome) e la croce era sul simbolo del Partito Democratico. E se il voto fosse stato dato al Pd, partito più votato rispetto a tutti gli altri, Alessandrini avrebbe avuto accesso al ballottaggio. Ma la Commissione ha rigettato il ricorso in autotutela "non essendo nel potere di modificare il risultato" è stata la motivazione messa a verbale.

Per fare piena luce su una vicenda dai contorni surreali (che in molti auspicano caldamente di non dover rivivere nel secondo turno), Alessandrini può solo presentare ricorso al Tar, unico organo deputato alla verifica della corretta assegnazione dei voti. La coalizione contava di riunirsi ieri sera per decidere se tentare la carta del ricorso o rinunciare, lasciando campo libero ai due competitor.

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