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10 mag 2022

Sisma, 68 famiglie sfollate aspettano i lavori

Ricevono il Cas e vivono in affitto perché le loro abitazioni sono inagibili. Il Comune: "Super lavoro senza avere personale in più"

10 mag 2022
angelica malvatani
Cronaca

di Angelica Malvatani

Quando c’è un terremoto e una terra viene ferita, chi se la passa peggio sono gli anziani. Devono lasciare le loro case con la sensazione di non avere il tempo di tornarci. Il sisma del 2016 ha lasciato segni feroci anche a Fermo, subito dopo le scosse più dure in città c’erano oltre cento famiglie di sfollati che in una notte e in una manciata di giorni avevano perso tutto.

Oggi, a sei anni dal terremoto, si cominciano a vedere le prime gru, qualche famiglia è rientrata a casa, qualcuno non è riuscito, come racconta la funzionaria del Comune, Vittoria Moio, che segue la presa in carico degli sfollati e delle pratiche per il settore urbanistica, diretto da Alessandro Paccapelo: "La cosa più triste è proprio ascoltare le parole delle persone anziane, schiacciate dalla burocrazia e dai cambiamenti di questi anni, che disperano di tornare a casa. Qualche giorno è venuta a mancare una donna che aveva trovato riparo all’area Vallesi, ma che sperava davvero di riavere le sue cose, la sua storia. Non ce l’ha fatta". La colpa è di un sistema troppo complesso e modificato più volte che ha messo a dura prova anche gli uffici comunali, tra l’altro chi non è dentro il profilo del cratere, come Fermo, non ha avuto rinforzi nell’organico per gestire tutte le richieste.

"Oltretutto le pratiche e le carte da compilare – aggiunge Paccapelo – sono cambiate in continuazione e ogni volta bisognava ricominciare da capo. Oggi abbiamo ancora in carico 68 famiglie, il contributo per le autonome sistemazioni che passa da noi è di 42mila euro al mese ma all’inizio dell’emergenza c’era bisogno di più del doppio per sostenerli. All’area Vallesi ci sono ancora 17 famiglie, il sogno davvero è di riportare tutti a casa al più presto".

A complicare le cose ci si sono messi i bonus dell’edilizia che hanno fatto lievitare i prezzi e hanno ingolfato il sistema urbanistica, lavori pubblici e tutti i tecnici collegati al settore: "C’è stata la grande mancanza di materie prime, il rincaro di ogni tipo di materiale, tutte questioni che hanno allungato di molto il tempo di attesa. Negli ultimi mesi c’è stato uno slancio nuovo, da gennaio ad oggi sono state evase 37 pratiche, mentre 70 sono quelle arrivate a conclusione tra il 2018 e il 2021. Dunque complessivamente, tra gli interventi conclusi, quelli in via di definizione e quelli che partono ora siamo a 108 pratiche. Noi tutti ci abbiamo messo davvero tutto l’impegno possibile ma le regole sono cambiate in continuazione, le certificazioni e le pratiche da presentare sempre diverse. È stato anche per noi un profondo dolore non poter dare risposte soprattutto alle persone anziane, a chi voleva tornare e non c’è riuscito. Il dolore del terremoto è tutto qui, nella felicità con cui si guardano salire le gru e i lavori procedere".

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