FABIO CASTORI
Cronaca

Spari nella guerra tra bande. La polizia ha ritrovato la pistola

E’ un’arma automatica e non una scacciacani come era stato ipotizzato inizialmente dagli investigatori

Spari nella guerra tra bande. La polizia ha ritrovato la pistola

Spari nella guerra tra bande. La polizia ha ritrovato la pistola

E’ stata ritrovata dalla polizia la pistola utilizzata per esplodere tre colpi durante il regolamento di conti tra bande giovanili che si è consumato sabato notte sul lungomare centro di Porto San Giorgio. Si tratta di un’arma automatica vera e non di una scacciacani come ipotizzato inizialmente dagli investigatori. Gli specialisti della Scientifica, coadiuvati dagli uomini della squadra mobile della questura di Fermo e con l’utilizzo del metal detector, hanno rinvenuto la pistola nei pressi di piazzale Silenzi, luogo dove si è scatenata la rissa tra i due clan di giovani marocchini e tunisini.

Probabilmente il ragazzo che l’ha impugnata per poi sparare, alla vista della polizia, se ne deve essere liberato per evitare guai ulteriori. Ora si indaga a ritmi serrati per cercare di stabilire la provenienza dell’arma e rispondere ad alcuni interrogativi: come faceva quel giovane ad avere una pistola senza porto d’armi? E’ stata rubata? E’ già stata utilizzata per altri atti criminali? E’ stata acquistata al mercato clandestino? Qualsiasi sarà la risposta sarà ugualmente allarmante, perché, al di là della provenienza, vorrà dire che nel territorio girano armi. Per non parlare del fatto che è stata utilizzata in mezzo alla folla che sabato ha preso d’assalto il lungomare sangiorgese per una passeggiata, per un gelato o una bibita, gente comune e famiglie con tanto di bambini.

E’ proprio il caso di dire tragedia sfiorata. Preoccupato il sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini, per la situazione che si sta creando su tutta la costa fermana: "Per certi versi è andata bene perché poteva scapparci anche il morto e potevano rimanere ferite anche persone estranee al regolamento di conti. E’ arrivato il momento di dire basta e di usare il pugno duro contro queste bande che terrorizzano la gente e mettono in pericolo l’incolumità dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei nostri cittadini".

Preoccupato ma anche imbufalito il sindaco Vesprini: "Sono su tutte le furie. Non è più possibile accettare simili episodi senza prendere provvedimenti. Faremo di tutto per mettere fine a questo fenomeno e lo faremo in sinergia con la prefettura, le forze dell’ordine e i sindaci degli altri comuni interessati. Il bubbone è Lido Tre Archi, dove trovano rifugio i componenti di queste bande che sono stati arrestati e denunciati più volte da polizia e carabinieri. Sappiamo tutti chi sono".

Intanto la polizia, che ha acquisito le immagini dei sistemi di video sorveglianza, sta cercando di identificare i protagonisti della scorribanda, una quindicina di giovani e giovanissimi nordafricani, anche se si sospetta che insieme a lora possano esserci anche uno o due italiani. Un magrebino, intanto, è stato fermato da un poliziotto fuori servizio la sera degli scontri e potrebbe essere la chiave per arrivare ad identificare i componenti dei due clan, anche se, come detto, si tratta sempre dei soliti noti.