Stop al sovraffollamento "Serve un nuovo carcere"

Il garante Giulianelli incontra il sindaco: "La struttura di Fermo non si può recuperare e va ripensata del tutto. Non è adeguata a ciò che deve contenere".

Stop al sovraffollamento  "Serve un nuovo carcere"

Stop al sovraffollamento "Serve un nuovo carcere"

Sovraffollamento, mancanza di spazi adeguati di socializzazione ai fini riabilitativi del detenuto e necessità di una nuova struttura. Questo, in sintesi, il quadro relativo alla situazione del carcere di Fermo che il Garante delle Marche per i diritti della persona e dei minori, Giancarlo Giulianelli, ha esposto nel corso dell’incontro avuto in Municipio con il sindaco Paolo Calcinaro. Una problematica quella delle condizioni di detenzione, associata a strutture spesso datate e ormai non più aderenti alle esigenze contemporanee, di cui il Garante si sta facendo carico con sopralluoghi sistematici nei vari istituti di pena della regione Marche. "Lo dico da tanto – sottolinea Giulianelli –, il carcere di Fermo è uno di quelli che non si possono recuperare, che va ripensato completamente. L’attuale struttura, un antico ex convento, non è assolutamente adeguata alle esigenze di vita e di lavoro che deve contenere. Determinante la collaborazione tra Istituzioni coinvolte, come nel caso del Comune di Fermo. Con il sindaco Calcinaro si è parlato della possibilità di realizzare una nuova e moderna struttura carceraria in sostituzione di quella esistente, ormai inadeguata, individuando in via informale due probabili aeree, sempre all’interno del territorio comunale".Il sindaco Calcinaro, da parte sua, "ha dato la massima disponibilità – ha aggiunto il garante – ad un’ipotesi progettuale che coinvolga gli enti sovracomunali competenti in materia".

Un tavolo comune, in sostanza, che veda insieme Comune, Provincia, Regione, per arrivare a smuovere finanziamenti utili a centrare il risultato, secondo Giulianelli è oggi il tempo per cominciare a ragionare su un percorso che deve partire prima possibile, per una situazione che non è più sostenibile e non consente alle persone detenute di scontare la loro pena in condizioni adeguate e in piena dignità, con attività rieducative e di socializzazione, di formazione e di recupero reale di percorsi di vita deviati. Qualche giorno fa il garante aveva anche spiegato che "per quanto riguarda l’istituto di Ascoli viene a mancare ormai da tempo una titolarità effettiva nella direzione, che viene esercitata contemporaneamente con quella di Fermo. Nota positiva è che sono state finalmente nominate in pianta stabile le educatrici".