Il direttore del Conservatorio Nicola Verzina fa il punto della situazione
Il direttore del Conservatorio Nicola Verzina fa il punto della situazione
di Angelica Malvatani È una università a tutti gli effetti il Conservatorio, una realtà ricca e variegata che però, come tutte le università, deve sottostare alle regole sul Green pass. Lo ribadisce il direttore, Nicola Verzina, che sulla questione si è confrontato anche all’interno del Comitato tecnico dei conservatori: "Ci siamo riuniti per una linea comune nel decidere a quale fascia di età applicare il Green pass, valgono le indicazioni del Ministero che impongono il vaccino o il tampone per tutti gli studenti, dai 12 anni in su". La...

di Angelica Malvatani

È una università a tutti gli effetti il Conservatorio, una realtà ricca e variegata che però, come tutte le università, deve sottostare alle regole sul Green pass. Lo ribadisce il direttore, Nicola Verzina, che sulla questione si è confrontato anche all’interno del Comitato tecnico dei conservatori: "Ci siamo riuniti per una linea comune nel decidere a quale fascia di età applicare il Green pass, valgono le indicazioni del Ministero che impongono il vaccino o il tampone per tutti gli studenti, dai 12 anni in su".

La particolarità del Conservatorio è proprio questa, circa il 30 per cento dei 500 studenti ha meno di 18 anni e frequenta corsi pre accademici o propedeutici, a loro, che a scuola non hanno obbligo di Green pass, qui viene invece richiesto: "Abbiamo dovuto adottare le indicazioni contenute nel decreto legge del 6 agosto che stabilisce il Green pass per docenti, personale non docente e studenti. Il primo problema riguarda gli studenti, abbiamo fascia di studenti minorenne, compresa tra i 12 e i 18 anni. I ragazzi delle scuole medie e superiori non devono averlo a scuola, noi dobbiamo chiederlo, la normativa è la stessa che riguarda l’università. Abbiamo chiesto un chiarimento per distinguere le diverse tipologie di corsi, la risposta è che dobbiamo per forza chiederlo". I controlli saranno a campione, il Conservatorio Pergolesi ancora non ha stabilito come procedere in questo senso, si attende l’avvio effettivo dell’anno accademico, il 2 novembre, nel frattempo la raccomandazione è proprio quella di adeguarsi e di organizzarsi magari per fare il vaccino: "Per ora abbiamo ricevuto una diffida legale da parte di un genitore proprio sul fatto che la scuola non lo richiede, credo però che le contestazioni saranno vane, procediamo a norma di legge. I docenti, ce ne sono alcuni senza vaccino, possono arrivare col tampone e ne devono fare uno ogni settimana, non potremo far entrare chi non ha certificazione verde e anche qui devo applicare la legge. Alla terza volta senza tampone né vaccino devo prendere provvedimenti di sospensione".

Il Conservatorio sta pensando di stringere una convenzione con qualche farmacia per abbassare i prezzi dei tamponi: "Aspettiamo di capire cosa si decide sui test salivari che forse potrebbero velocizzare le operazioni. Dal punto di vista della didattica siamo obbligati a riprendere la didattica in presenza, non è possibile che qualche docente mi chieda di fare la Dad perché non è vaccinato".

Intanto però stanno per partire i lavori di sistemazione del terzo piano della sede del Conservatorio, si perderanno ben 13 aule, la speranza è di poter fare a distanza almeno le lezioni per le materie teoriche e storiche, per ottimizzare lo spazio che c’è.