Fermo, 12 maggio 2018 - Doveva essere il giorno dell’assemblea d’istituto per parlare di mafia, quello di oggi, gli studenti del liceo classico Annibal Caro dovevano riempiere il teatro dell’Aquila e provare a capire. E invece erano davanti alla scuola a protestare gli organizzatori di una giornata che non è andata in porto, spiega  Jamil el Sadi: “Una protesta del tutto spontanea, siamo arrivati al portone della scuola e abbiamo capito che non potevamo entrare perché ci siamo sentiti censurati. Abbiamo preparato per mesi un’assemblea che ci consentisse di approfondire il fenomeno mafia, ci interessa molto, ne avevamo parlato con tutti gli studenti. Dovevamo avere ospiti alcuni magistrati che poi però ci hanno comunicato di non poter venire, allora con la redazione di Antimafia 2000 volevamo parlare della trattativa Stato Mafia sulla base del processo in corso. A quel punto il preside ci ha messo dei paletti tali da convincere i giornalisti a declinare il nostro invito. Siamo qui solo per far capire che ci dispiace molto questa mancanza di fiducia nei nostri confronti”.

Il preside Piero Ferracuti ha motivato anche in una lettera scritta i motivi della sua perplessità: “Finché mi hanno comunicato che si parlava di mafia e droga, con un rappresentante della magistratura, non c’è stato alcun tipo di appunto né di perplessità. Quando poi, a pochissimo dall’evento, ho saputo per altre fonti che si sarebbe parlato di trattativa Stato mafia mi sono sentito di chiedere una preparazione maggiore dei ragazzi sull’argomento e la presenza di un rappresentante delle istituzioni per garantire correttezza. Ho solo chiesto di affrontare un tema forte e delicato nei modi dovuti, nessuna volontà di censurare e il confronto con i ragazzi non è mancato mai. Io però sono uomo dello Stato e sono qui per garantire tutti i ragazzi e la correttezza dei percorsi che affrontano”. Da parte della redazione di Antimafia 2000 la volontà di tornare dai ragazzi, per un percorso da approfondire, i ragazzi hanno sostato davanti alla scuola per poco più di un’ora, in silenzio, senza far danni né creare problemi ma fermi sulle loro posizioni, con la bellezza dei loro 18 anni e di un’idea che li vede dentro un mondo migliore.