Fermo, 24 agosto 2016 - L’ospedale di Amandola (FOTO), in provincia di Fermo, è stato evacuato per alcuni distacchi che hanno interessato la struttura a seguito delle scosse di terremoto di stanotte.  
Il capo della Protezione civile delle Marche, Maurizio Ferretti, già alle 7 e 45 del mattino ha annunciato che la struttura doveva essere lasciata da ricoverati, pazienti e medici, e che di lì a poco sarebbe stata messa in sicurezza per evitare altri eventuali crolli. «Ci sono seri danneggiamenti nella zona dell’epicentro del terremoto. Danni ingenti – ha detto Ferretti – e abbiamo avuto notizia di vittime, ma non abbiamo un numero preciso, nenanche per quanto riguarda i dispersi». Evacuate anche case di riposo e altre strutture di accoglienza nel Maceratese, a Castelsantangelo sul Nera e a Montefortino (Fermo) perché non possono garantire sicurezza. 
 
L’evacuazione dell’ospedale di Amandola ha complicato un quadro sanitario di emergenza. Due eliambulanze in tarda mattinata hanno trasportato i feriti di Arquata e Pescara del Tronto dal campo sportivo dove è allestito il punto medico di prima assistenza, a Borgo di Arquata, negli ospedali di Ascoli Piceno, Fermo, San Benedetto del Tronto. In larga misura si tratta di persone con ferite e trauami di media gravità, provocati non solo dai crolli ma anche da cadute riportate scappando dalle abitazioni dopo la prima forte scossa delle 3 e 36 del mattino. «Stiamo monitorando tutte le strutture sensibili della città che, al momento, non sembrano aver subìto conseguenze», dice il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, che subito dopo le prime scosse di terremoto ha attivato il Centro operativo comunale. «Invitiamo la cittadinanza – aggiunge – a inoltrare segnalazioni per casi importanti attraverso il numero di telefono 0734 284321». 
 
E per fare fronte ai soccorsi nel centro Italia una colonna di mezzi di soccorso e uomini dei vigili del fuoco di Genova è partita dal comando provinciale di San Benigno. Mobilitata anche la sala operativa del 118 dell’ospedale San Martino in contatto costante con la Protezione Civile di Roma.
La scossa di terremoto 6 gradi richter di stamani ad Amandola, cittadina dell’ospedale evacuato, ha fatto crollare fra l’altro la punta del campanile della Chiesa di San Francesco. La chiesa risale al 1313-1352 e sorge su un primo insediamento dei frati francescani del 1215.

 

 

La terra ha tremato fortissimo alle 3.36: magnitudo 6, con epicentro Accumoli, in provincia di Rieti nel Lazio, ma la scossa è stata avvertita in modo nettissimo in tutte le Marche, da Ascoli Piceno fino ad Ancona: anche nella provincia di Pesaro le persone sono state svegliate dal movimento della terra. 

Nell'ascolano il bilancio è pesantissimo: 24 morti nelle frazioni di Arquata e Pescara del Tronto