Amandola dopo il terremoto, una struttura privata in legno (foto Carassai)
Amandola dopo il terremoto, una struttura privata in legno (foto Carassai)

Fermo, 28 novembre 2019 - Nonostante siano trascorsi più di tre anni dal terremoto che ha colpito tutto il centro Italia, la ristrutturazione delle abitazioni private che hanno riportato danni lievi (classificata come ’ricostruzione leggera’) stenta ancora a partire. Nei 17 comuni che rientrano nel cratere fermano, secondo i sindaci, sono ancora molte le pratiche che devono essere presentate. E per i progetti depostitati negli uffici, la situazione è ugualmente poco incoraggiante: i cantieri aperti risultano pochi, quelli ultimati sono ancora meno.

«Se la ricostruzione pubblica sta proseguendo bene – spiega il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli – quella privata, per la ricostruzione leggera, è ancora rallentata. Per quanto ci riguarda, i cantieri partiti sono relativi ad appena l’11% delle pratiche effettivamente presentate. Purtroppo, le normative sono molto complesse e questo allunga il lavoro degli uffici. Non a caso l’Anci ha presentato 150 emendamenti al quadro normativo attuale con l’intento di rivisitare il decreto per la ricostruzione e renderlo meno burocratizzato e più fluido».

Analizzando i dati di ciascun comune, saltano subito agli occhi situazioni particolari, come Montappone, dove a fronte di 25 pratiche presentate non è stato ancora aperto nessun cantiere per la ricostruzione privata. Altro fatto singolare riguarda Monsampietro Morico, uno dei comuni fermani più colpiti, dove è stata presentata una sola pratica.

«Per la ricostruzione privata siamo sostanzialmente fermi – spiega il sindaco di Falerone, Armando Altini –. Nel mio comune ci sono oltre 400 schede di inagibilità, sono stati presentati solo 50 progetti di ricostruzione e per questi sono aperti solo una decina di cantieri. Sarebbe stato meglio potenziare l’Ufficio speciale per la ricostruzione, divenuto un imbuto, con personale preparato, magari con operatori destinati a seguire la pratiche dei comuni più colpiti per velocizzare le operazioni. Sinceramente sono due anni che si parla di alleggerire la burocrazia, ma ogni volta che ci mettono mano, le cose si complicano ulteriormente. Per curiosità, mi sono confrontato con sindaci che hanno affrontato i danni del sisma del ’97, a quel tempo non esisteva tutta la burocrazia che abbiamo oggi».

Non tutte le analisi però sono negative, a Santa Vittoria in Matenano su 20 progetti presentati sono stati aperti 15 cantieri e 5 edifici hanno già ricevuto l’agibilità. «Nel nostro paese – dichiara il sindaco Fabrizio Vergari – la ricostruzione privata sta procedendo bene. Sul fronte di quella pubblica, invece, siamo al palo, ancora non è stato aperto alcun cantiere».