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11 mag 2022

Tribunale sempre più ingolfato Mediazione, 320 casi in un anno

Sono 34 i legali accreditati a svolgere il ruolo di mediatori tra le parti per evitare di arrivare davanti al giudice. Domani e venerdì 150 avvocati da tutta Italia si ritrovano a Fermo

angelica malvatani
Cronaca
Da sinistra, Paolo Calcinaro, Stefano Chiodini, Francesca Palma, Alberto Scarfini e Filippo Ventola
Da sinistra, Paolo Calcinaro, Stefano Chiodini, Francesca Palma, Alberto Scarfini e Filippo Ventola
Da sinistra, Paolo Calcinaro, Stefano Chiodini, Francesca Palma, Alberto Scarfini e Filippo Ventola

di Angelica Malvatani

Fermo per due giorni diventa capitale della mediazione forense, domani e venerdì saranno in città oltre 150 avvocati dell’Organismo conciliazione forense, per la 25esima edizione dell’assemblea del coordinamento. Gli incontri tra la sala dei Ritratti e il teatro di Porto San Giorgio, con tante occasioni per scoprire la bellezza e la cultura della città, col sostegno degli amministratori comunali e del sindaco. L’avvocato Francesca Palma, presidente dell’organismo di conciliazione, spiega che le procedure di mediazione consentono in media di risparmiare il 40 per cento delle pratiche a carico dei tribunali. "La giustizia è affaticata – spiega –, le novità che vengono recepite dall’avvocatura possono aiutare, l’organismo di mediazione è stato fondato oltre 10 anni fa, importante avere oggi il riconoscimento dal coordinamento degli organismi forensi di tutta Italia. La mediazione va vista come risoluzione del conflitto, non è giustizia che cala dall’alto, sono le parti che trovano la soluzione del loro conflitto, per gli avvocati vuol dire non solo la gestione completa ma anche la visione psicologica delle persone che trovano soluzione. È un percorso che deve essere volontario, il mediatore favorisce, aiuta, comprende, propone soluzioni, senza imporre niente".

Si tratta, dunque, di un filtro prezioso e utile per diminuire il contenzioso, in materia civile, nelle problematiche condominiali ad esempio o per le discussioni sulle eredità e le successioni. "Sono tanti gli sponsor che ci sostengono, a partire dalla Fondazione Carifermo, ma anche imprenditori che hanno capito l’importanza di promuovere l’attività di mediazione, anche in ambito contrattualistico. L’idea è di dare una giustizia più a misura del cittadino, intorno avremo il profumo di un’azienda del territorio, Danhera, per dare un segnale di accoglienza che non faccia sentire ostile il contesto del tribunale ai cittadini", sottolinea l’avvocato Palma. Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Stefano Chiodini, spiega che un congresso simile a Fermo vale come avere la nazionale di calcio, è il risultato di un lavoro che parte da lontano e che si fa con le istituzioni.

Sono 34 a Fermo gli avvocati accreditati per la mediazione, dopo un corso di 50 ore e due anni di formazione e aggiornamento continui, circa 320 le mediazioni in un anno, la metà circa con esito positivo, come sottolinea Filippo Ventola responsabile unione nazionale degli avvocati per la mediazione di Fermo: "La nostra è una risoluzione alternativa delle controversie, non alla giustizia, sono pratiche complementari e funzionali, già 15 anni fa abbiamo avviato un dialogo con il presidente del tribunale di Fermo, cerchiamo sempre una strada per arrivare a una soluzione. I numeri oggi non sono esaltanti, molti ritengono che sia un di più, ci sono costi da supportare e abbiamo rivendicato che questi costi devono essere detratti dalle imposte perché se si elimina il contenzioso lo Stato ne ha un beneficio. Si toglie al tribunale il 40 per cento delle controversie quando le parti si mettono sedute attorno ad un tavolo". Anche il Comune di Fermo ha chiuso una vertenza con la mediazione, il futuro dunque si costruisce sempre di più sul confronto e meno sulle liti infinite che ingolfano i tribunali e rendono lontana la giustizia.

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