L'uomo dall'identità sconosciuta che girovagava per Porto San Giorgio
L'uomo dall'identità sconosciuta che girovagava per Porto San Giorgio

Fermo, 21 dicembre 2018 - Intensa attività di controllo su tutto il territorio fermano, da parte della polizia e della questura di Fermo, che nel corso degli ultimi giorni hanno incrementato i controlli per un «Natale più sicuro». Nella serata di martedì, gli agenti hanno notato un uomo che girovagava lungo la statale 16, nei pressi di Porto San Giorgio. L’uomo è risultato sprovvisto di qualsiasi documento e chiuso in un serrato mutismo, all’atto dei controlli, risultava sconosciuto alle banche dati nazionali, così come nessun riscontro è emerso dalle analisi delle impronte digitali e dalla comparazione del volto. L’uomo – di circa 50 anni – è stato accompagnato all’ospedale di Fermo, dove si trova ricoverato. Con lo scopo di arrivare alla sua identificazione, la polizia, oltre ad aver contattato la trasmissione di Rai 3 «Chi l’ha visto» chiede il contributo della cittadinanza. (Rivolgersi ai numeri: 113 o 0734-25441).

Possono tirare un sospiro di sollievo, invece, i cittadini di Porto San Giorgio, che più volte avevano lamentato la presenza di un cittadino rumeno che praticava accattonaggio molesto rendendosi in varie occasioni artefice di aggressioni. Grazie alla polizia, l’uomo è stato espulso. Nei giorni scorsi, infatti, è stato eseguito il provvedimento di allontanamento coattivo, e lo straniero è stato accompagnato all’aeroporto internazionale di Fiumicino e imbarcato sul volo per il paese di origine.

Brillante operazione della polizia, anche nel caso avvenuto mercoledì, quando un 28enne di nazionalità marocchina, nato in Italia e domiciliato irregolarmente in provincia di Fermo, si è recato alla sportello dell’Ufficio Immigrazione per presentare istanza finalizzata ad ottenere il permesso di soggiorno nello Stato e regolarizzare la sua posizione. I controlli incrociati degli operatori svolti in sinergia tra la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica, hanno permesso di scoprire che il marocchino fosse un malvivente ricercato da tempo e destinatario di un mandato di carcerazione emesso nel 2013 dalla Procura della Repubblica di Bologna.