Elisa Acquaroli
Elisa Acquaroli

Fermo, 15 febbraio 2020 - «Doveva essere il viaggio di nozze da sogno. Invece è diventato un incubo, nel quale ho rischiato la vita e di cui ancora sconto le conseguenze". Per questo ora una coppia, assistita dall’avvocato Francesca Ippoliti, ha fatto causa al tour operator, chiedendo un risarcimento di oltre un milione di euro per i gravissimi danni subiti. La sangiustese Elisa Acquaroli racconta la bruttissima esperienza vissuta con il marito, Derrick Zampetti di Montegranaro.

"Ci siamo sposati il 31 dicembre 2016. I nostri amici hanno voluto regalarci la luna di miele dei nostri sogni: due settimane in Kenya, tra safari e mare. Il pacchetto del viaggio tutto compreso era stato organizzato dal tour operator Eden Viaggi di Pesaro, per 6.900 euro, munito anche di assicurazioni All Risk e All Risk Plus". Il 19 gennaio 2017 gli sposini partono per Roma, e a Fiumicino prendono il volo per Mombasa. "Va tutto benissimo, fino al 26. Quel giorno dovevamo andare a Nairobi, e da lì a Mombasa per terminare il viaggio con una settimana al mare, a Watamu, Malindi. Anche questo trasferimento era organizzato da Eden Viaggi. Ma l’autista, Edward Njenge, arriva su un vecchio minivan della Southern Sky Safari in ritardo di un’ora e mezzo. Per recuperare, va piuttosto veloce sebbene noi gli chiediamo di rallentare. A un certo punto, tenta di sorpassare un altro minivan. Ma sbanda e il furgone si ribalta più volte. Mio marito viene sbalzato fuori prima di me, e rotola lontano. Io invece sono caduta fuori al terzo ribaltamento del minivan. E il mezzo si ferma proprio sopra di me".

L’autista e Zampetti tentano di sollevare il furgone dal corpo della donna, minuta e schiacciata dal peso, e riescono ad alzarlo quel tanto che basta per trascinarla fuori, svenuta. Viene allertato il presidio ospedaliero tendato di Narok, ma è a quasi cento chilometri di strada sterrata dal punto dell’incidente. "Anche l’ospedale da campo era pochissimo attrezzato, destinato ai piccoli interventi per le tribù di Narok". Parte l’allarme all’ospedale di Nairobi, da cui decolla un’eliambulanza che porta Acquaroli all’ospedale britannico della capitale.

"Sono rimasta al Nairobi Hospital fino al 15 febbraio. Mio marito, da solo, senza sapere una parola di inglese, ha dovuto trovare un hotel, capire come raggiungermi, parlare con medici di cui non conosceva la lingua, acquistare beni di prima necessità". La donna intanto sta malissimo. "Ma grazie ai medici kenyoti e alla mia forza di volontà sono sopravvissuta". Dopo tre operazioni, il 14 febbraio è giudicata "fit to fly": è in condizione di riprendere l’aereo. Gli addetti avevano tentato di caricare la barella, ma il Boeing aveva un attacco diverso. In lacrime, la donna torna in ospedale mentre il marito recupera i bagagli e torna in hotel. "Ero sfinita, e mi viene anche un eritema urticante su tutto il corpo per lo stress. Il giorno dopo, un Boeing della Emirates finalmente riesce a caricare la mia barella. Atterriamo a Fiumicino. In ambulanza sono stata portata all’ospedale di Macerata".

Elisa Acquaroli, dopo quell’incidente, ha dovuto smettere di lavorare, le è stata diagnosticata una disabilità del 54%, ha subito lesioni permanenti gravissime. Appena si è ripresa la coppia, assistita dall’avvocato Francesca Ippoliti, ha chiesto un risarcimento alla Eden Viaggi, con un tentativo di mediazione. La società però non si è presentata, e non ha proposto alcuna somma a titolo risarcitorio. Allora è partita la causa civile, in tribunale a Macerata: la richiesta di risarcimento supera il milione di euro. Prima udienza il 21 febbraio, ma Eden Viaggi si è costituita in giudizio chiedendo di chiamare in causa anche la società kenyota. "Ma allora – chiede la donna – a cosa serve la polizza "All risk"?".