Campofilone, scoperta una villa romana
Campofilone, scoperta una villa romana

Fermo, 21 marzo 2018 - Se non fosse stato per i lavori di scavo di una conduttura per portare metano all’area di servizio Piceno Est dell’A14, i resti della villa romana nell’area comunale di Campofilone, di cui abbiamo dato l’annuncio nei giorni scorsi, non sarebbero mai emersi. Dal profano al sacro, dall’era moderna all’archeologia.

Per una volta i due concetti sono andati avanti, a braccetto, nella più totale collaborazione, evitando blocchi del cantiere, vertenze e ritardi nelle opere: «E’ stato possibile coniugare le esigenze di tutti _ hanno ricordato il Soprintendente ai beni culturali delle Marche, Carlo Birrozzi, e Francesco Candido di Snam Rete e Gas, grazie a cui è stato possibile affrontare questa prima parte di scavi _, riuscendo ad unire gli interessi della storia con quelli dell’economia e di un mondo che corre. I lavori di scavo sono continuati, senza ritardi, sia per la rete del metano che per l’eccezionale scoperta storica, senza dilatare i tempi. L’opera ingegneristica è finita, il gas è in circolo da dicembre, per la parte archeologica adesso parte la seconda fase».

Una villa romana di proprietà di una famiglia ricchissima per il tempo, a cavallo tra il I° secolo avanti e dopo Cristo, capaci di poter utilizzare anche del marmo per le decorazioni e non solo. Grandi imprenditori agricoli, latifondisti, personaggi di spicco in quella che viene considerata dalla popolazione locale dell’era moderna la ‘Valle dei Re’. Un insediamento consistente che per ora ha consentito di individuare tre aree, tra cui una necropoli, le terme e delle enormi vasche per la produzione e la conservazione di olio e di vino.

Settori di cui il territorio del Fermano rappresenta una eccellenza anche oggi: «Si tratta di una scoperta eccezionale, un caso unico nel panorama territoriale delle Marche _ ha detto Tommaso Casci Ceccacci, archeologo della soprintendenza -. Nella necropoli abbiamo trovato resti di scheletri infantili, due in anfora e uno sotto una tettoia ricoperta da tegole, e quelli di un cane, forse inserito per motivi religiosi, al fine di vegliare sul passaggio del defunto verso l’al di là. Ad un centinaio di metri dall’area funeraria si trova parte della villa, riccamente pavimentata a mosaico che accoglie le terme ed un sistema di riscaldamento verticale con un fitto reticolo di tubi in piombo per il passaggio dell’area calda».

L’intervento della Snam era partito ad agosto 2017, a novembre la scoperta del sito archeologico che si trova a circa un chilometro dalla costa e anche dall’abitato di Campofilone, parallelo all’area di servizio autostradale: «Finalmente non saremo noti soltanto per i maccheronici» ha commentato il sindaco Ercole d’Ercoli.