"Violenze sui bambini di una casa famiglia". Responsabile nei guai (Foto d'archivio Mdf)
"Violenze sui bambini di una casa famiglia". Responsabile nei guai (Foto d'archivio Mdf)

Porto San Giorgio (Fermo), 3 giugno 2020 - Quando perdeva le staffe, erano insulti, botte e maltrattamenti per i piccoli ospiti di quella casa famiglia. Alla fine, però, le violenze sono venute a galla e per lui è scattata la misura cautelare.
Nei guai è finito un 60enne responsabile di una casa famiglia di Porto San Giorgio, per il quale è stato disposto il divieto di avvicinamento al luogo di lavoro e ai minori ospitati nella struttura.

L’indagine, effettuata dagli uomini della squadra mobile della questura di Fermo, guidata dal commissario capo Maria Raffaella Abate, ha preso il via dal monitoraggio continuo della sezione che si occupa dei reati sulle fasce deboli, innescato da una segnalazione. L’attività, coordinata dal sostituto procuratore Marinella Bosi, ha inizialmente consentito di raccogliere concreti elementi sui maltrattamenti nei confronti di alcuni degli ospiti minorenni della struttura, tutti bambini e ragazzini di età compresa tra i due e 15 anni.

Sulla base tali fondati elementi, il magistrato inquirente ha disposto ulteriori accertamenti specifici al fine di raccogliere altre prove che potessero incastrare definitivamente il responsabile della struttura.

Gli investigatori della squadra mobile hanno deciso di effettuare intercettazioni ambientali audio e video per documentare i soprusi subiti dai piccoli ospiti della casa famiglia. In contemporanea sono scattatati continui appostamenti e pedinamenti degli agenti, collegati simultaneamente con la centrale operativa che poteva ascoltare e visionare le immagini in diretta. I poliziotti quindi si sono posizionati nei pressi dell’immobile che ospita la struttura pronti ad intervenire nel caso la situazione degenerasse.

E’ emerso così che il 60enne finito nei guai, esercitava maltrattamenti di ogni tipo sui bambini e i ragazzini per i quali avrebbe dovuto fungere da figura paterna e da educatore. Si passava dalle punizioni corporali a quelle piscologiche. Tutti comportamenti che andavano avanti da mesi e che nell’ultima fase dell’indagine sono stati documentati inequivocabilmente. Il responsabile della casa famiglia spesso umiliava, davanti agli altri ospiti, chi si era reso colpevole di un comportamento inadeguato. Altre volte lo chiudeva in una stanza per ore e ore e ancora, quando scattava la violenza fisica, erano schiaffi, calci e pugni.

Alla fine il gip del tribunale di Fermo, Maria Grazia Leopardi, esaminate le prove raccolte, ha deciso di emettere una misura cautelare per impedire la reiterazione dei reati. Le indagini continuano per cercare di capire se all’interno della struttura ci siano fossero altri educatori che applicano gli stessi metodi.