"Vogliamo garantire ai disabili gravi il diritto a comunicare"

La Comunità di Capodarco e l'Università di Macerata collaborano per garantire ai disabili gravi il diritto alla comunicazione. Il progetto si concentra sulla creazione di ambienti comunicativi accessibili e sistemi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa presso la struttura Casa Mauro. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità complesse.

"Vogliamo garantire  ai disabili gravi  il diritto a comunicare"

"Vogliamo garantire ai disabili gravi il diritto a comunicare"

La Comunità di Capodarco unisce le forze con l’Università di Macerata, per garantire anche ai disabili gravi il diritto a comunicazione. Con l’UniMC e in particolare con la cattedra di Pedagogia e didattica speciale della professoressa e prorettrice Catia Giaconi, è stato avviato da tempo un progetto sulla creazione di ambienti comunicativi accessibili che avrà seguito con la predisposizione di sistemi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa all’interno della Comunità Sant’Andrea, nota come Casa Mauro, la struttura per garantire il ‘dopo di noi’, per giovani con disabilità psico-fisiche gravi e gravissime. "Capire, anche dove sembra impossibile, se una persona con gravissima disabilità psico-fisica ci sta dicendo sì o no, spiegano i responsabili del progetto, cambia la vita di quella persona".

Il progetto si prefigge di studiare nuovi percorsi di sviluppo a partire dalla presenza e dalla formazione di figure come caregiver, educatori e professionisti. Ad occuparsi del percorso insieme agli operatori e responsabili della Comunità di Capodarco sarà Ilaria D’Angelo, giovane volto UniMC e ricercatrice nella cattedra della dottoressa Giaconi, che spiega: "Nel progetto di Comunicazione Aumentativa Alternativa presso la Comunità Sant’Andrea (Casa Mauro), ci impegniamo a creare un ambiente inclusivo e comunicativo per le persone con disabilità complesse. Implementiamo sistemi e strumenti che aiutano queste persone a comunicare meglio, sia attraverso dispositivi a bassa e alta tecnologia, sia formando i partner comunicativi. Inoltre, all’interno della struttura, in riferimento ai diversi spazi, come il salone, le camere da letto, la cucina ecc, saranno allestiti codici comunicativi, quali targhe, oggetti, al fine di esplicitare la finalità e l’uso di quegli ambienti e poter lavorare sugli elementi dell’anticipazione. Accanto a queste attività che riguardano propriamente la costruzione di ambienti comunicativi accessibili, potenzieremo la stanza sensoriale con arredi e dispositivi che promuovono il ribilanciamento sensoriale, ma anche comfort e sicurezza". L’obiettivo, lo ribadisce anche don Vinicio Albanesi, è migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità complesse, fornendo a loro e ai loro partner comunicativi gli strumenti necessari per comunicare efficacemente e sentirsi così parte attiva della comunità.