Calzaturificio (foto Zeppilli)
Calzaturificio (foto Zeppilli)

Fermo, 12 marzo 2018 - La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di introdurre i dazi non fa certamente dormire sonni tranquilli ai calzaturieri del distretto del Fermano.

Anche se le misure dell’amministrazione statunitense sono relative all’acciao e all’alluminio, c’è chi teme che possa verificarsi un’estensione di tali provvedimenti anche per altri prodotti e quindi anche per i beni che caratterizzano il made in Italy. Comepreso quindi il settore della moda. Il rischio è che il conto complessivo di una escalation della guerra commerciale potrebbe arrivare fino a un miliardo di euro.

Un conto che rischiano di pagare anche le aziende calzaturiere della provincia di Fermo che hanno da sempre negli Usa uno dei principali mercati di riferimento. Anzi alla fine del 2016 gli Usa costituivano il primo mercato in assoluto per le scarpe create nel fermano. I dati che sono stati diffusi di Assocalzaturifici evidenziano, infatti, che nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni di scarpe made in Fermo con destinazione Usa sono state pari a 71,66 milioni di euro.

Anche se in flessione del 7,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando le vendite sono state pari a 77,36 milioni di euro l’incidenza delle vendite nel mercato a stelle e strisce per le aziende Fermane era pari all’11,4%.

I dati riferiti invece allo scorso anno, ovvero al primo semestre del 2017, vedevano gli Usa come il terzo partner commerciale per i calzaturifici del fermano con un ammontare delle esportazioni pari a 43,53 milioni di euro. Anche i dati più recenti evidenziano una flessione pari al 7,2% rispetto al precedente anno quando le esportazioni sono state pari a 46,91 milioni di euro.

Nel contempo, l’incidenza sul totale complessivo delle esportazioni è rimasta pressoché stabile pari all’11,3. È indiscutibile, quindi, l’importante ruolo che hanno gli Usa e il mercato statunitense per le vendite oltreconfine delle aziende del fermano e i dati lo confermano pienamente.

Analizzando i report diffusi da Assocalzaturifici, tra l’altro, emerge che nel Nord America migliorano gli Usa +5,5% in quantità, ma ancora -4,8% in valore.

Un'analisi che potrebbe essere ridimensionata dall’escalation della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Per ridimensionare i rischi da più parti si chiede un maggiore coinvolgimento dell’Unione Europea con l’obiettivo di ridimensionare gli impatti negativi conseguenti alle decisioni adottate dall’attuale amministrazione americana, evitando che possa condizionare le esportazioni anche di altri prodoti oltre a quelli condizionati dall’utilizzo dell’acciao e dell’alluminio.