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Fermo, la promessa: "Porteremo i buyer nel Fermano"

Dopo l'assemblea nazionale ecco il bilancio del distretto calzaturiero: la crisi non è finita

di MAURO NUCCI
Ultimo aggiornamento il 21 giugno 2018 alle 06:58
L'assemblea

Fermo, 21 giugno 2018 - «Tre mosse necessarie e un impegno: portare i buyer nel Fermano». È l’idea di Giampietro Melchiorri ed Enrico Ciccola per cercare di superare la crisi del Calzaturiero. Il vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico e il presidente della Sezione calzaturieri, infatti, affondano il bisturi sul fatto del mercato russo che non riparte e sul Made in che richiede una battaglia che vada oltre l’impegno delle sezioni provinciali. Di tutto ciò una folta delegazione di calzaturieri fermani e maceratesi, ha discusso nel corso dell’assemblea nazionale di Assocalzaturifici, guidata da Annarita Pilotti.

«L’associazione ha investito nei servizi, nelle manifestazioni fieristiche ridando lustro al Micam. Una prima risposta alla crisi internazionale degli ordini che – sottolinea il presidente Melchiorri – ha permesso al Micam di tornare al segno più. E questo è frutto del lavoro della presidente Annarita Pilotti». Melchiorri snocciola i numeri. Cresce l’export di Veneto e Toscana mentre calano Marche ed Emilia Romagna, e rilancia: «L’impegno non basta, perché la situazione è critica, specialmente nel nostro territorio. La Russia non è in ripresa (-10% nei primi tre mesi 2018), inutile raccontare una storia diversa. Dopo aver investito sui servizi, Assocalzaturifici, e con lei Confindustria, deve pesare sui problemi sostanziali che partono dagli ammortizzatori sociali, a medio termine, sulle politiche per l’internazionalizzazione e nuovi mercati a lungo termine, sulla formazione e il Made in Italy». Enrico Ciccola, riparte proprio da qui: «La rinascita del Micam è arrivata, ora ci si muove, grazie al piglio della presidente Pilotti, verso la ricerca di una politica più forte sui temi che interessano le aziende. Come abbiamo ripetuto al presidente Boccia durante l’assemblea a Fermo, da Milano si è deciso di portare le proposte del settore con più forza a Roma e a Bruxelles.

È chiaro che da soli in Europa non possiamo fare nulla, ma è il momento di dare consistenza alle parole». Resta il problema del distretto fermano maceratese: «Le nostre aziende ancora girano con i campionari e hanno mercati limitati. Dobbiamo salvare taglio e orlatura in cui siamo i migliori, oltre ad avvicinare i buyer al Fermano, aiutando così le imprese che non riescono più ad andare nel mondo. È il momento di fare squadra con i colleghi di Macerata, andando di pari passo insieme agli artigiani», ha finito Ciccola.

 

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