Gabriele Salvatores
Gabriele Salvatores

Campofilone (Fermo), 18 ottobre 2021 - Grazie alle riprese girate dal regista Premio Oscar Gabriele Salvatores sul nostro territorio e all’impegno profuso dall’Amministrazione regionale per la loro realizzazione, le Marche saranno protagoniste nell’Expo di Dubai dove è prevista una settimana dedicata alle eccellenze marchigiane.
Verranno presentati i luoghi tra i più caratteristici e di maggiore impatto scenografico, per la sezione del Belvedere, nonché le trasformazioni dei prodotti del grano, le lavorazioni artigianali e la manipolazione creativa dei pellami e le tecnologie innovative della cantieristica del lusso per quella del “Saper Fare”.


Mani delicate che pettinano sul dorso di un coltello i fili di pasta “sottili sottili”. Mani delicate che tengono in vita la tradizione della pasta all’uovo ancora solida e senza fine tra i vicoli antichi di Campofilone. Le mani sono quelle delle sfogline di Spinosi, una delle famiglie pastaie più famose e note delle Marche scelte dal Premio Oscar Gabriele Salvatores come simbolo per raccontare l’Italia dell’artigianalità e della bellezza al prossimo Expo 2020 Dubai. Il regista di Mediterraneo racconterà le “arti artigiane e manifatturiere dell’agroalimentare, della meccanica, del design e dell’esercizio delle tecnologie più sofisticate” in un cortometraggio in bianco e nero girato viaggiando attraverso l’Italia da Nord a Sud e incontrando, passo dopo passo, il suo motore umano. Leitmotiv del cortometraggio è il “Saper Fare italiano” - Il nostro Paese si basa molto sul lavoro con la natura. E così il film che verrà trasmesso al Padiglione Italia è stato girato “cercando di far sentire attraverso le immagini i profumi del grano e delle uova e l’atmosfera del lavoro in un laboratorio artigianale”.

Nasce a Campofilone la prima pasta italiana per celiaci, diabetici e sportivi


“Siamo stati contattati dalla Regione – racconta Marco Spinosi dell’omonima azienda di Campofilone – e abbiamo accettato molto volentieri di aprire le porte della nostra realtà. La troupe ha passato molte ore all’interno del nostro laboratorio. L’obiettivo, la raccomandazione che era stata data loro da Salvatores, era una sola: catturare la manualità e l’artigianalità con cui le sfogline lavorano. Il tutto rigorosamente in bianco e nero. Nel nostro caso, hanno filmato soprattutto le donne che rompono a mano le uova, pettinano la pasta sul dorso di un coltello e la adagiano sui tipici fogli di carta come vuole la tradizione. Essere stati scelti per questo progetto ci ha particolarmente onorati”, sottolinea Spinosi.
 

“Expo Dubai – afferma il vice presidente della Regione Mirco Carloni – sarà un evento di straordinaria importanza per lo sviluppo e la competitività dei sistemi socio-economici duramente colpiti dalla pandemia, che ci renderà orgogliosi di essere marchigiani, perché consentirà alle nostre imprese di presentare la creatività del made in Marche e l’innovatività delle loro produzioni in una vetrina mondiale che coinvolge più di 190 Paesi. Durante la settimana dal 20 al 26 febbraio 2022, una delegazione istituzionale accompagnerà le nostre imprese e università per valorizzare le loro progettualità innovative, per favorire nuove opportunità commerciali, di collaborazione industriale e di investimento, di matching e di business con partner internazionali”. Dal seme agli Spinosini dunque: un progetto integralmente marchigiano che verrà presentato all’Expo di Dubai. L’idea progettuale nasce da un rapporto di collaborazione ormai consolidato tra l’azienda Spinosi e la sezione di Agronomia generale e Coltivazioni erbacee del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche. L’obiettivo della collaborazione è la creazione di una filiera agroalimentare di qualità. Per questo progetto è stata presa in considerazione una varietà un po’ “datata”: il San Carlo; i motivi di questa scelta sono molteplici: é stata selezionata da un piccolo centro privato di miglioramento genetico marchigiano (Maliani genetica di Recanati) adesso non più operativo ma che negli anni ‘80 e ’90 è stato molto importante per la diffusione del frumento duro nelle Marche grazie alla selezione di varietà molto importanti, fra cui il San Carlo. Nonostante sia in commercio da alcuni decenni la sua semente è ancora riprodotta da una ditta marchigiana: “Agroservice” di San Severino Marche, a dimostrazione del gradimento da parte degli agricoltori.