Fermo, 14 settembre 2018 - A pochi giorni dall’avvio del Micam, sembrano pesare di più notizie come quella dello storico calzaturificio Bruè di Monte San Pietrangeli,che chiede il concordato, o della Nuova Centauro ‘Alberto Guardiani’ di Montegranaro finita in liquidazione. «E’ ancora più preoccupante quando anche aziende che rappresentavano ‘lo zoccolo duro’ del distretto, l’alta qualità e la storia, alzano bandiera bianca» il commento sconfortato di un piccolo imprenditore.

Alza bandiera bianca ‘Guardiani’ che ha scritto ai fornitori per comunicare la cessazione delle attività: «La profonda crisi dei consumi in Italia, la difficile e onerosa gestione del credito, gli sconvolgimenti internazionali difficili da prevedere, hanno inciso in modo profondo sulla redditività dell’azienda. Ce l’abbiamo messa tutta per evitare questo epilogo, ma non è stato sufficiente e purtroppo il ceto bancario ha smesso di sostenerci, facendo venire meno le risorse necessarie per proseguire il nostro cammino». Erano 115 i dipendenti dell’azienda di Villa Luciani; 21 erano già stati licenziati; molti hanno cercato altrove e per i circa 80 rimasti si prospetta il licenziamento con la possibilità di contare per due anni sulla Naspi (indennità mensile di disoccupazione). Prima di arrivare a questa sofferta decisione, l’azienda ha tentato di resistere sfruttando (ed esaurendo) gli ammortizzatori sociali.

E’ comparso ieri, nell’elenco delle aziende che hanno chiesto il concordato, il calzaturificio ‘Aldo Bruè’, altra azienda storica del distretto (intorno ai 70 dipendenti), che lo scorso anno aveva rilevato il marchio ‘Bruno Magli’: il 2 gennaio si saprà cosa ne sarà di questa impresa.

Sono altri due casi che si vanno ad aggiungere alle altre situazioni di crisi già conclamate. Nel caso della Zeis Excelsa (Montegranaro) è stata aperta una procedura di licenziamento per 17 unità delle 59 residue: fino a maggio, erano 116 i dipendenti in forza all’azienda, contro i 193 del 2002-2003, quando la crisi ha cominciato a farsi sentire. Non va meglio per il gruppo Formentini: dopo aver chiuso i due calzaturifici satelliti, Zefiro e Maestrale, e licenziate 56 persone, erano un centinaio i lavoratori rimasti nell’azienda madre: alcuni hanno cercato e trovato altre soluzioni occupazionali, per cui ne sono rimasti 86, 64 dei quali in questi giorni stanno ricevendo lettere di licenziamento. Sono inferiori i numeri di altre attività dichiarate fallite o in fase di concordato. Tra le prime figurano i calzaturifici Gimar e Kate (Porto Sant’Elpidio) con meno di 10 dipendenti ognuno. ‘Rocco P’ (Torre San Patrizio) ha in piedi il concordato e in azienda sono rimaste solo 8-9 unità; concordato anche per il suolificio Nuova Linea (Montegranaro) che ha già delocalizzato in Serbia; ha chiesto il concordato il calzaturificio Fiore (Montegranaro) che ha cessato l’attività e mandato a casa 12-13 dipendenti. Ma, avvertono gli addetti, queste sono solo la punta dell’iceberg.