Fermo, 22 gennaio 2018 - Incontro privato, per la NeroGiardini, pubblico e a diffusione nazionale, invece, per il Movimento 5 Stelle, che ha trasmesso in diretta sui social la ‘toccata e fuga’ di Luigi Di Maio, il quale non ha ritenuto il Fermano - terra principale di uno dei più importanti distretti industriali italiani - meritevole di una sua presenza pubblica (difficilmente tornerà da queste parti durante la campagna elettorale).

Di Maio e Bracalente hanno detto che la sintonia tra loro non nasce oggi, ma che il Movimento 5 Stelle e l’amministratore della Bag Spa si parlano già da tempo. Pare che Grillo e i suoi, diverse settimane fa, abbiano offerto un seggio all’imprenditore simbolo del ‘made in Italy’, ma l’entourage di Bracalente si è affrettato a smentire la sua discesa in campo.

Sabato sera, da Roma è rimbalzata un’altra motivazione, sempre elettorale, sulla visita quasi privata del candidato premier. “E se un posto in lista fosse stato concordato tra i due per una persona di fiducia di Bracalente?” si sono chiesti i soliti ben informati della Capitale. Facile pensare a Saturnino Di Ruscio, che continua a godere della stima del patron della NG. In effetti, un passaggio dell’intervento di Di Maio alla NeroGiardini fa riflettere: «Nei collegi uninominali candideremo persone legate ai territori e (attenzione, ndr) deluse dalla vecchia politica». Che l’ex sindaco di Fermo sia rimasto amareggiato non è mistero, visti i tradimenti e gli sgambetti ricevuti a suo tempo. Possibile che anche Di Ruscio, come Bracalente, si spenda per Di Maio?