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Elezioni 2018, provincia divisa in due Collegi, ma Fermo è scomparso

Il nuovo ambito si chiama solo Civitanova e nessun parlamentare, dopo aver letto i nomi nel testo della legge elettorale, si è opposto 

di STEFANO CESETTI
Ultimo aggiornamento il 16 gennaio 2018 alle 06:40
La circoscrizione delle Marche per la Camera

Fermo, 16 gennaio 2018 - Provincia divisa in due e Fermo scomparsa dai nomi dei collegi. Laddove non erano riuscite leggi finanziarie, invidie marchigiane e ascolane, proposte varie di accorpamenti è, invece, arrivato a colpire il famoso ‘Rosatellum’, ossia la nuova legge elettorale. Fin dalla stesura in commissione, ma soprattutto nella discussione e approvazione in aula è stata disegnata una geografia elettorale molto acida verso Fermo.

Per la Camera, i confini dei collegi uninominali sono stati stabiliti riprendendo quelli previsti per il Senato nel decreto legislativo del 1993 a scapito degli ambiti provinciali indicati finora dalla legge Mattarella, sempre del ’93, e dalla legge Calderoli del 2005. Una scelta che non ha minimamente tenuto conto che dopo il 1993, scusate se è poco, è avvenuta l’istituzione della provincia di Fermo e che, quindi, un certo riguardo istituzionale questa realtà l’avrebbe meritato.

Ammesso che non ci fosse un numero di elettori sufficiente per prevedere un collegio uninominale corrispondente al territorio dei 40 comuni della provincia, almeno il nome Fermo poteva essere previsto. Inoltre, sulla base della legge del 1993, il collegio è stato intitolato Civitanova, ma è stato un errore, in quanto allora si chiamava Fermo-Civitanova, denominazione che poteva essere prevista anche stavolta. Invece, forse sulla base del maggior numero di elettori, è stato scelto solo Civitanova.

Il grave è che nessun parlamentare fermano e nessun esponente politico locale, dopo aver letto i nomi dei collegi nel testo ufficiale della legge, si è mosso o ha tentato di fare qualcosa nelle successive settimane che hanno preceduto il varo del decreto legislativo, avvenuto il 12 dicembre scorso, che ha ufficializzato i nomi e gli ambiti territoriali.

Alla Camera, per le Marche, sono stati previsti 6 collegi uninominali (metodo maggioritario): Ascoli (57 comuni), Civitanova (25), Macerata (50), Ancona (29), Fano (26) e Pesaro (42). I collegi plurinominali (sistema proporzionale) sono invece 2: Ascoli-Civitanova-Macerata e Ancona-Fano Pesaro.

Per quanto riguarda il Senato, i collegi uninominali sono 3: Ascoli-Civitanova (82 comuni), Ancona-Macerata e Pesaro-Fano, mentre è previsto un solo collegio plurinominale regionale.

Il ‘Rosatellum’, dunque, ha diviso la provincia di Fermo in questo modo: 24 comuni ‘meridionali’ sono finiti insieme ai 33 di Ascoli, mentre i restanti 16 fanno parte del collegio di Civitanova, composto anche da 8 comuni maceratesi e uno, Loreto, della provincia di Ancona.

Per qualcuno potrà essere una questione relativa o secondaria, per altri - tanti, in verità - è invece l’ennesima dimostrazione dello scarso peso e della quasi nulla considerazione di Fermo e del Fermano. E, aggiungiamo, qualche effetto lo avrà anche sul piano della rappresentatività, perché ora i candidati dei collegi uninominali potrebbero essere non più del Fermano, ma di Civitanova, Recanati, Porto Recanati e Loreto. Saremo destinati a contare ancora meno?

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