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Fermo, Gentiloni conquistato dall'istituto Montani

A Palazzo dei Priori confida di amare il Rubens. Una cioccolata in piazza

di ANGELICA MALVATANI
Ultimo aggiornamento il 18 febbraio 2018 alle 11:24
Paolo Gentiloni a Fermo (foto Zeppilli)

Fermo, 18 febbraio 2018 - Il tempo per un assaggio di cioccolata, un giro tra le bancarelle, una visita a Palazzo dei Priori che si sta risollevando il sisma. E’ cominciata così la visita del premier Paolo Gentiloni a Fermo (FOTO), il prefetto Maria Luisa D’Alessandro e il sindaco Paolo Calcinaro lo hanno aspettato di fronte all’ingresso della biblioteca, insieme con l’arcivescovo Rocco Pennacchio, i vertici locali del Partito Democratico e i candidati Verducci e Petrini.

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Un saluto dal balconcino, prima di passare nelle sale in ristrutturazione, per constatare quello che si fa per andare avanti, per ricominciare. Un giro rapidissimo che gli permette però di apprezzare il fondo antico dei libri, di ricordare il Rubens ammirato in una recente mostra a Roma. Gentiloni scherza volentieri con chi trova in piazza, orgoglioso Calcinaro nell’aprire un palazzo che riacquista la sua centralità culturale. 

Seconda tappa, anche questa rapida, l’istituto Montani, dove il premier scoprirà che è il più antico d’Italia, scherzando poi con la dirigente Margherita Bonanni: «E’ la direttrice o il direttore?», «Facciamo preside», spiega lei, e si fa strada, nel rigidissimo protocollo, per far scoprire le particolarità di una scuola aperta al mondo, alla modernità, al futuro.

Gentiloni ammira il simulatore navale, che ogni volta sembra di essere dentro una nave vera, firma il libro dei visitatori, che vanta anche il nome del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Poi il momento di vera festa, all’interno dei laboratori di chimica, padrona di casa la docente Teresa Cecchi, che con la voce rotta dall’emozione, ma con la consueta passione e preparazione racconta al presidente del Consiglio della nuova apparecchiatura in dotazione al Montani, per metà sostenuta dalla Fondazione Carifermo, uno spettrometro di massa, una tecnologia assolutamente sofisticata per la prima volta a disposizione di una scuola.

Gentiloni chiede le applicazioni di una tale tecnologia e la Cecchi spiega che si può isolare le molecole di qualunque sostanza, per esempio nella ricerca di pesticidi, nelle analisi forensi, nella ricerca farmaceutica, nelle indagini di sicurezza alimentare perché, sostiene la docente, «nella scienza vince chi ha le evidenze, non chi grida di più o è più prepotente». La preside racconta il Montani, un istituto che non produce disoccupati perché i diplomati trovano lavoro in tempi brevi, Gentiloni apprezza e commenta: «Fa veramente piacere visitare una simile scuola, antichissima, nata come opera pia e diventata una sicura eccellenza in tanti campi. Inaugurare questo strumento mi rende felice perché diamo il via ad una nuova opportunità, tra l’altro in un territorio che ha mostrato il protagonismo di tante donne, dal prefetto alla presidente della Provincia fino alla preside e la docente di chimica».

 

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