Pedaso (Fermo), 2 febbraio 2018 – Italo Screpanti sarà ricordato come colui che si è ribellato all’autorità dei quattro giudici di MasterChef. Eliminato al termine della puntata di ieri, 1 febbraio, si rivolge a loro con aria di sfida, tanto deluso quanto sprezzante: “Io sono già stato quello che voi siete, ma non so se voi sarete quello che io sono”.

Cannavacciuolo, Bastianich e Barbieri rimangono in silenzio. Solo Antonia Klugmann prova a rintuzzare l’attacco dell’ex aviatore originario di Pedaso. “Gli altri ti hanno visto come un dittatore”, gli dice riferendosi al rapporto a dir poco conflittuale che si è creato tra lui e i suoi colleghi. D’altra parte l’ex comandante fatica a stare in brigata, rifiuta i consigli e, quand'anche chiamato a dirigere i lavori durante una delle prove in esterna, ragiona e si muove in maniera individuale.

Una vita trascorsa davanti a una cloche forgia emozioni e pensieri. Nondimeno Italo è una star. I suoi modi, dapprima eleganti e sornioni, via via più spocchiosi e collerici, conquistano i telespettatori della settima edizione di MasterChef. Più i suoi colleghi lo isolano, più l’anziano concorrente spopola sul web. Amato e odiato, supera indenne diversi pressure test, cioè le prove di fine puntata che sanciscono l’eliminazione dalla Master Class di uno degli aspiranti chef.

Fino a ieri. Allo ‘spareggio’ ci arriva a furor di popolo, in esterna. Lo scenario è quello di Campo Imperatore, in Abruzzo, dove Ludovica, quale vincitrice dell'invention test, può formare la sua brigata e nominare il capitano dell’altra: Manuela. Quest’ultima deve scegliere tra coloro che non sono stati ingaggiati dalla rivale il compagno che ritiene indispensabile; il quale a sua volta è chiamato a fare un altro nome. E così via finché non rimane soltanto una persona, che finisce d’ufficio al ‘pressure’. Quella persona, appunto, è Italo. “Qualche piccolo difetto ce l’avrò”, commenta in un modo che pare conciliante. Macché: è ironico. Poco dopo infatti arriva la bordata. “Io sono io – aggiunge facendo il verso al Marchese del Grillo interpretato da Alberto Sordi -, voi non siete un c….”. 

Al pressure test il comandante se la vede con i reduci della brigata rossa, sconfitti in esterna. C’è da preparare un aperitivo con le tapas. Ma l’ex pilota d’aereo vola troppo basso. Per la Klugmann le sue “non sono idee”. Cannavacciuolo trova crudo il salmone proposto tra gli assaggini. Secondo Barbieri, “i sapori sono troppo forti e cozzano tutti”. “La vita continua”, replica fiero Screpanti. “Anche per noi”, risponde stizzito lo chef bolognese. È solo un antipasto di quanto succederà di lì a poco, quando Italo viene eliminato.

Tocca alla Klugmann l’incombenza di comunicargli il verdetto. La cuoca triestina lo fa sconfinando dal campo stretto della cucina: “Gli altri ti hanno vissuto come un dittatore”. Screpanti non la prende bene: “Vi ringrazio per avermi accettato a MasterChef, però sono stato criticato per la mia saccenza e la mia presunzione”. “Io sono Italo, sono cresciuto, ho 74 anni e mi sono fatto sulla mia pelle e sulle mie spalle – aggiunge con tono veemente e sguardo commosso -, nessuno mi può insegnare come devo vivere, chiaro?”. “Italo, nessuno di noi quattro voleva insegnarti come vivere - gli replica la giudice – secondo noi l’occasione che ti sei perso è quella di ammorbidirti un po’ in un contesto diverso dal tuo”. Lui si toglie il grembiule e qualche sassolino dalle scarpe: “Mi tolgo dalle palle, faccio un favore a tutti”. Congedandosi rifiuta pure l’applauso rituale che la Master Class tributa all'eliminato di turno. Perché “la quercia si può spezzare, ma non si piega”.