Fermo, 23 marzo 2018 - Si gioca seduti a terra, ci si mettono impegno e passione, ma la differenza vera la fa il cuore. E poi la motivazione, uno slancio nuovo. È il sitting volley, la pallavolo da seduti, si fa tra normodotati e disabili ed è divertente da giocare e da vedere. A Fermo ci sono tre campioni che proprio oggi partiranno con la nazionale: si va in Corea del Sud per provare a qualificarsi per i mondiali che si disputeranno in Olanda.

Riccardo Scendoni, Federico Ripani e Cristiano Crocetti porteranno i colori di Fermo, la loro storia, il coraggio di rinascere dopo un incidente che ha cambiato tutto. Tutto nasce alla scuola di pallavolo fermana. iIl presidente Remo Giacobbi con il figlio Lorenzo hanno creato una realtà che è oggi unica nelle Marche che porta la pallavolo nelle scuole, dove vengono seguiti 700 bambini, ma che costruisce anche integrazione vera. L’amministrazione offre uno spazio gratis per gli allenamenti, il risultato sono i campioni che stanno crescendo, in una squadra mista che ha affrontato un primo campionato italiano. 

Racconta Federico, che ha una protesi ad una gamba, lui che amava giocare a calcio: "L’incidente l’ho avuto a 22 anni. Avevo tanti progetti e una vita già impostata. Ho dovuto ricominciare tutto da capo, ritrovare una motivazione, lo sport è stato fondamentale. Ho trovato amici e avversari, regole e motivazioni, un nuovo divertimento e la voglia di ripartire. Il sitting è una nuova passione, andiamo avanti da tre anni e siamo felici di questo risultato". Il primo ad accostarsi a questa disciplina è stato Riccardo Scendoni che è anche campione di atletica, per lui l’incidente è arrivato a 16 anni, oggi è il grande motivatore del gruppo. Il più giovane è Cristiano Crocetti, 21 anni appena, prima dell’incidente giocava a pallavolo e oggi ha ritrovato l’entusiasmo di sempre.

Emanuele Fracascia, commissario tecnico della nazionale italiana maschile di sitting volley, parla di una squadra che sta crescendo, che non può competere con altre compagini che hanno una storia e una tradizione più lunghe ma che la strada è quella giusta, con dei ragazzi che portano addosso dei valori importanti. 

C’è anche Amauri Ribeiro, direttore tecnico della nazionale, Vincenzo Garino delegato provinciale Coni parla di una grande emozione per la città e il territorio. Un gioco rapido, una rete alta un metro e 15, la squadra vicino per vincere, secondo il presidente regionale Fipav è l’unica disciplina veramente inclusiva, dove i disabili sono quasi sempre più bravi dei normodotati e giocano veramente tutti: "Voglio sostenere la nascita di un centro federale per il sitting volley qui a Fermo, l’impegno della società fermana e dell’amministrazione lo meritano", ha detto Brasili, col supporto del referente del comitato fermano della Fipav, Fabio Carboni.