Buskers Festival Ferrara, artisti di strada (foto Businesspress)
Buskers Festival Ferrara, artisti di strada (foto Businesspress)

Ferrara, 19 luglio 2019 - Numerosi e lontani luoghi di provenienza, e uno spirito viandante accompagnato dalla passione per la musica come terreno comune di destinazione. Danimarca, Australia, Ungheria, Italia, Costa d’Avorio, Polonia, Spagna, Gambia sono alcune delle nazioni dalle quali giungono i gruppi invitati del Ferrara buskers festival.

La manifestazione ideata da Stefano Bottoni approda alla sua trentaduesima edizione. Tappa inaugurale del viaggio dei buskers sarà giovedì 22 agosto a Mantova. Venerdì 23 agosto, Comacchio ospiterà l’ormai storica anteprima.

Spazio pertanto al fine settimana ferrarese, sabato 24 e domenica 25 agosto, per poi trasferirsi, lunedì 26 agosto, per la prima volta nella città di Cesenatico. Da martedì 27 agosto fino a domenica 1 settembre, infine, gli artisti di strada si esibiranno a Ferrara.

Fra i gruppi invitati chiamati a suonare ci sarà posto per il talentuoso Gastón. Il cantautore di origini argentine, noto per la partecipazione a X-Factor Italia nel 2018, si esibirà con la chitarra acustica, eseguendo un mash up di pezzi pop dagli anni Ottanta ad oggi, oltre a brani inediti pop-folk.

Spazio poi al versatile duo italiano Daiana Lou, band reduce dall’analoga esperienza televisiva nel 2016, con un repertorio che fonde armonie acid blues ed esplosive pulsazioni ritmiche. Hit popolari e brani scritti e prodotti, assecondando influenze pop, latine e liriche, caratterizza il bagaglio della band ungherese Acoustic planet.

Fra i buskers storici sarà presente Peter Jones, la cui formazione rock e folk, Joey G & The wizz kids, fa base a Copenaghen, città ospite d’onore del festival. Dalla capitale danese provengono i Broken Moonshine, abili a mescolare country, punk, rock e altri stili.

Dalla terra australiana arrivano i Kallidad, già apprezzati dal pubblico ferrarese, e pronti a imprimere il proprio timbro con un mix di flamenco, rock e musica tribale. Tim Scanlan è australiano, ma viaggia da due decenni attraverso diversi continenti, ed è alle prese con l’esecuzione simultanea di sette strumenti differenti, dal blues alle melodie giapponesi. Altro solista, e virtuoso della chitarra, è l’australiano Ziggy McNeill.

La suggestiva orchestra italiana di percussioni Utungu Tabasamu, partecipa in qualità di vincitrice del contest ‘Vota il tuo busker preferito’ dello scorso anno. L’eclettismo targato Loop ’n Lumba parte invece dalle Canarie per arrivare alla città di Ferrara.

Ritornano inoltre, dopo la vittoria fra i gruppi accreditati, gli italiani Koradan con il loro universo di musica etnica. Le suggestioni dei Silaba band e il ritmo vivace dei Tribubu trasmetteranno le sonorità del continente africano.

Spazio quindi alla musica argentina, con il genere gipsy firmato La orquesta informal, oltre al tango del gruppo Primo tempo e al quartetto d’archi Quisquilia string quartet. A colorare ulteriormente il quadro delle esibizioni, le canzoni country e swing della band ungherese Hangover porch zombies, le ballate popolari della band tedesca Strabande, la tradizione russa mista al rock dei berlinesi Berlinskie samovary, e il tip tap degli europei Nothing concrete.

Un programma musicale particolarmente corposo che, oltre ai concerti dei venti gruppi invitati, ospiterà le esibizioni di 265 formazioni di artisti accreditati. Senza tralasciare la partecipazione dei Camelot Combo, gruppo composto da richiedenti asilo e rifugiati, provenienti in prevalenza dall’Africa subsahariana, e accolti dalla cooperativa Cidas nel progetto Sprar del Comune. La formazione, nata grazie a un laboratorio con i maestri dell’Associazione musicisti di Ferrara, il 30 agosto alle 19.30 in una location in centro proporrà un’ora di musiche della tradizione afromediterranea.

Gli spettacoli nella città estense si svolgeranno tutti i giorni dalle 18 alle 24 con continuazione dei concerti nelle ‘Notti buskers’ presentate da Puedes al cortile del Castello, eccetto domenica 1 settembre con performance dalle 17 alle 20 e gran finale dalle 21 in piazza Castello. Un appuntamento che, in un certo senso, segna un ritorno alle radici. Scompaiono infatti le delimitazioni nei vari accessi del centro storico estense alle aree del festival, con le postazioni dei volontari che in passato raccoglievano le offerte libere.

E anche un modo, confermato dalla neopresidente dell’associazione Ferrara buskers festival Rebecca Bottoni, per riportare l’attenzione sulle esibizioni a cappello degli artisti, aperte alle donazioni del pubblico, in un clima di condivisione più diretto fra chi suona e chi ascolta.

«Quest’anno – spiega Stefano Bottoni, presidente onorario dell’associazione Ferrara buskers festival – la città ospite d’onore è Copenaghen. Chiuderemo pertanto la terna inaugurata da New York e continuata da Dublino, dopo le edizioni precedenti dedicate a singole nazioni, e per il futuro cercheremo di trovare nuove formule per valorizzare i luoghi dove suonano i musicisti di strada».

Fra le novità dell’ampio programma, disponibile sul sito www.ferrarabuskers.com, sono previsti speciali percorsi turistici nei luoghi ferraresi che rievocano la storia della rassegna. Rassegna che nel 1989 registra la partecipazione di Lucio Dalla in piazzetta San Michele. Luogo dove sarà inaugurata una targa in ricordo della sua esibizione con il clarinetto, in veste appunto di busker.

Spazio inoltre a mostre, come quella dedicata agli strumenti musicali costruiti dal liutaio Michele Sangineto sulla base dei disegni di Leonardo da Vinci, del quale quest’anno è il cinquecentenario dalla morte.

Ai laboratori, come BuskerLab con strumenti insoliti e BuskeriniLab rivolti ai più piccoli. Agli incontri coi buskers in Castello Estense, e alle esibizioni nella Residenza per anziani, nel Centro diurno di igiene mentale e nella Casa circondariale. «Una manifestazione – sottolinea il sindaco Alan Fabbri – importantissima per la città. Io ho iniziato a suonare la chitarra grazie alle emozioni che mi ha trasmesso questo festival, quando lo frequentavo da ragazzino».