Il gruppo ‘Sin ar Dein Sir’, tra gli invitati ufficiali di questa edizione
Il gruppo ‘Sin ar Dein Sir’, tra gli invitati ufficiali di questa edizione

Ferrara, 1 agosto 2018 - La Cattedrale celata da troppo torna a mostrarsi per i buskers. In attesa del ‘telone parlante’ che da settembre la avvolgerà perlomeno con gusto, ci si accontenta del manifesto della 31esima edizione del festival dei musicisti di strada, che ha immaginato la facciata del duomo inserita in una fisarmonica.

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Lo strumento «si apre e si chiude al ritmo della musica» come il cielo d’Irlanda cantato da Fiorella Mannoia, trasferito idealmente sopra Ferrara dal 18 agosto, giorno di inizio della manifestazione, che quest’anno omaggia Dublino in quanto città ospite. Consolidata la formula dei venti artisti invitati e delle centinaia di accreditati (220 in tutto), e le tappe itineranti a Mantova (16 agosto), Comacchio (17), e Lugo (20), ci saranno alcune novità, oltre all’ingresso tra gli sponsor di Bper e del whisky dublinese Jameson: al posto del sottomura, lasciato per gli onerosi costi legati alla sicurezza e per ragioni di buon vicinato con i residenti, il dopo festival (dalle 24 alle 2) sarà nel cortile del castello con le Notti Buskers curate dall’associazione Puedes.

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Commistione d’eccezione tra musica classica e musicisti di strada si realizzerà invece sabato 25 agosto: alle 19.30 l’orchestra sinfonica giovanile dell’Unione Europea inaugurerà la propria stagione al teatro Abbado col concerto ‘Omaggio a Bernstein’, per poi dividersi, una volta concluso, in piccoli complessi che si esibiranno in mezzo al popolo dei buskers. Inediti anche i laboratori per imparare a fare il busker (BuskersLAB), dal 23 al 26 agosto nei palazzi storici della città e nell’officina Bottoni in via Montebello dove nacque il festival. Diverso il gran finale di domenica 26: dopo gli spettacoli dalle 17 alle 20, i venti invitati saliranno insieme sul palco di piazza Castello per i saluti.

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Confermati per il resto molti appuntamenti d’appendice e collaborazioni di carattere sociale: la Plaza del Tango in piazzetta san Nicolò, il mercatino degli artigiani in piazza Castello, gli alunni dell’Alda Costa come blogger e fotografi dell’evento, le mostre collaterali nella via Coperta del castello e all’archivio storico comunale, le trasferte dei musicisti in carcere, la musicoterapia al centro di igiene mentale Maccacaro, alla residenza per anziani di via Ripagrande e al residence Service, i volontari dell’ong Ibo agli ingressi del festival a raccogliere offerte, e quelli dell’associazione Viale K a guidare attraverso Hera alla corretta differenziazione dei rifiuti. «Abbiamo fatto 30, e adesso facciamo 31! È l’alba di un nuovo decennio», annunciano soddisfatti gli organizzatori di sempre (Stefano e Rebecca Bottoni, Luigi Russo, Roberta Galeotti, Enrichetta Ticchiati), mentre il sindaco Tiziano Tagliani sottolinea orgoglioso: «In molte città appuntamenti così complessi sono difficili da organizzare perché le normative appesantiscono di oneri burocratici e quindi di costi. Sono lieto della serie di eventi che accompagnano il festival, momenti di vicinanza alle persone più bisognose. Vuol dire una città che pensa a divertire e a divertirsi ma anche ai più svantaggiati. Spero che lo sforzo venga accolto anche dalla rete del commercio, della ricettività e dei pubblici esercizi».