Il fumettista Zerocalcare durante il suo workshop con gli studenti
Il fumettista Zerocalcare durante il suo workshop con gli studenti

Ferrara, 4 ottobre 2020 - «La pandemia non ha sovvertito la nostra società o il mondo, sta solo accentuando tutto. I rapporti umani ed economici, le tensioni, forse il nostro stesso modo di essere". Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha appena finito di dare i compiti a casa agli studenti del suo workshop – che si conclude stamattina alla Sala della Musica di San Paolo –, e riflette, con lo strumento della parola e non del fumetto, su uno dei due temi caldi di Internazionale.

"Questa edizione del festival per me è doppiamente importante: si inserisce tra le manifestazioni di spicco che hanno avuto la capacità di ripartire, e consente a chi come me sta solo tutto il giorno di incontrare il pubblico e spezzare la propria alienazione". Una condizione che prescinde e precede l’emergenza Covid: "In fondo, durante il lockdown non me la passavo male, mi sentivo uguale a tutti gli altri – scherza l’autore de ‘La profezia dell’armadillo’ e ‘Kobane Calling’ –, del resto sono dieci anni che metto la mia vita tra parentesi. Con la riapertura mi si è invece riproposto lo scarto con la vita degli altri".

Ma allargando lo sguardo dal proprio ricco universo creativo (a metà ottobre esce il nuovo ‘Scheletri’, a novembre ‘A babbo morto’), la riflessione è su come la pandemia stia incidendo nella società: "Chi era ricco, lo rimane. Le misure economiche sono state fatte per tenere a galla chi sta nel mezzo – prosegue Zerocalcare, che oggi alle 14.30 incontrerà il pubblico all’ex Teatro Verdi –, purtroppo per il mondo dei precari e per chi ha di meno la sensazione è vengano un po’ mollati a mare". Sulla scia, il dibattito all’ex teatro Verdi con lo scrittore Paolo Giordano, che proprio durante il lockdown ha scritto il suo nuovo libro, ‘Nel contagio’.

E il tema, venendo al programma di oggi, sarà declinato anche sotto il profilo economico, nel dibattito delle 11 al Teatro Comunale: l’economista Fabrizio Barca, ex ministro del governo Monti, parlerà di come l’emergenza Covid ha allargato le disuguaglanze, coinvolgendo soprattutto giovani, donne, precari. Ma l’altro caposaldo su cui poggia questa edizione del Festival di Internazionale (una formula ‘elastica’, l’ha definita il direttore della rivista Giovanni De Mauro), è il vasto campo del razzismo e dell’antirazzismo. Subito dopo i saluti di apertura – per il Comune è intervenuto l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli – il primo confronto sul movimento ‘Black lives matter’. Oggi se ne dibatterà in varie forme: tra le più attese, l’incontro con lo scrittore Fabio Geda (autore dodici anni fa de ‘Nel mare ci sono i coccodrilli’) e con il vero protagonista del suo romanzo, Enaiatollah Akbari, arrivato in Italia da rifugiato dopo incredibili vicissitudini. Appuntamento alle 16 al Teatro Comunale, in quello che sarà già il momento conclusivo di questa edizione ‘flash’ di Internazionale.

Un festival elastico, riprende De Mauro ricordando che sino a maggio ogni mese ci sarà un weekend di incontri, mostre, proiezioni: "Poi nel 2021 speriamo davvero di tornare alla formula classica e a tutti certamente più gradita". Anc he fra il contingentamento dei posti, le restrizioni, l’obbligo di mascherine, il festival "vivacizza subito la città – afferma Gulinelli –; già in mattinata si percepiva quell’energia che da sempre Internazionale apporta a Ferrara".