Una delle opere in mostra
Una delle opere in mostra

Ferrara, 1 giugno 2020 - Banksy, basta la parola (specie se scritta correttamente). Il nome dell’artista invisibile, unito al desiderio di riprendere l’abitudine delle mostre e delle gite fuori porta, ha regalato a palazzo dei Diamanti una domenica d’altri tempi. Quelli delle code all’ingresso, e delle attese di più di un’ora per poter entrare nelle sale espositive. A determinarle, però, è la forzata organizzazione, dettata dall’emergenza: si entra a gruppi di 15, e lungo il percorso sono i guardasale a dettare il flusso delle persone (non ce ne possono essere più di quattro contemporaneamente nei vari spazi), e richiamare all’obbligo di indossare mascherine e mantenere la distanza interpersonale.

Così, davanti alle riproduzioni delle opere dell’artista di cui non si conosce il volto, sfilano uomini e donne a faccia coperta, in una contaminazione che forse piacerebbe allo stesso Banksy, se non avesse già bollato come ‘fake’ la mostra.

Ma i bollini non interessano ai turisti, che ieri sono arrivati da tutta l’Emilia Romagna per riassaporare un pezzo pregiato della Ferrara città d’arte e cultura; alle 16, erano già 512 le prenotazioni per l’accesso alla mostra (forzatamente contingenata a 600 visitatori). Grazie però alla velocità con cui molti hanno percorso le sale dei Diamanti, soffermandosi soprattuto davanti all’iconica ‘Love is in the air’ o alla scultura di Topolino inghiottito dal pitone, è stato possibile superare anche il tetto quotidiano dei visitatori.

Che già sabato, primo giorno di apertura, erano stati oltre 400. Subito buone, afferma l’assessore alla Cultura, le vendite del catalogo, che riproduce le riproduzione ed evoca le evocazioni dell’artista considerato l’Andy Wahrol del nostro tempo. E in certo modo, al di là dei giudizi critici, Palazzo dei Diamanti ha riaperto proprio ricollegandosi all’avanguardia che, negli anni ’70, aveva visto il genio americano ospite di Franco Farina. Banksy invece non c’era, e se mai ci fosse, nessuno lo riconoscerebbe. Presente ieri invece, fra i primi, l’assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini, che dopo Palazzo dei Diamanti si è diretto spedito alla Provvidenza.

Arte e gastronomia, binomio classico della gita a Ferrara. Ieri, per la prima volta da mesi, si sono rivisti così anche turisti in città, armati di guida e macchina fotografica. Per ora si tratta di bolognesi, modenesi, reggiani, ma dal 3 giugno cadranno le prime frontiere.