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Viaggio nella storia, anche Ferrara dentro a "Sogno o son deste"

Al via il progetto di restauro interattivo che dal 13 luglio al 12 dicembre riunisce le terre del lungo dominio estense: Ferrara, Modena e Vignola

di ANJA ROSSI
Ultimo aggiornamento il 5 luglio 2018 alle 01:55
Casa Romei a Ferrara

Ferrara, 4 luglio 2018 – Scriveva Marcel Proust nella sua famosa Recherche che “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi”. E parte proprio da quest’idea ‘Sogno o son dEste’, progetto di restauro interattivo che dal 13 luglio al 12 dicembre riunisce le terre del lungo dominio estense Ferrara, Modena e Vignola. I disegni che ornavano le facciate, le architetture dei centri urbani, i borghi italiani legati al governo della famiglia degli Este ritornano a vedersi così come li si poteva ammirare cinquecento e più anni fa. Grazie a un delicato e complesso lavoro di rilievi con laser scanner 3D durato anni, verranno infatti riportati alla luce decori colorati e splendidi disegni del tempo, grazie alla tecnologia multimediale che li proietta su dei vetri ottici tramite serigrafie. Il progetto, reso possibile con il supporto di Fondazione Carife, Fondazione Vignola e Fondazione Cassa di risparmio di Modena e con il sostegno di Bper, metterà in luce Casa Romei a Ferrara, la Rocca di Vignola e la chiesa di Sant’Agostino di Modena, solo per ricordare le prime coinvolte. L’iniziativa debutta venerdì prossimo, 13 luglio, con inaugurazione alle 22 in piazza dei Contrari a Vignola in provincia di Modena, momento in cui verranno verrà accesa la prima proiezione luminosa digitale alla Rocca. Il ricco calendario prosegue fino a dicembre, e toccherà anche il Festival di Filosofia a Modena (tutti gli appuntamenti sono su www.sognoosondeste.it). A Ferrara arriverà mercoledì 19 settembre quando, a Spazio Crema in via Cairoli 13, sarà visibile virtualmente il Salone dei mesi di Palazzo Schifanoia. Sogno o son dEste inaugura a Casa Romei il 19 ottobre, dove il conservatorio Frescobaldi omaggerà con un concerto la proiezione dei decori in luce dell’antico palazzo. 

 

“Noi italiani siamo custodi di tesori che dobbiamo salvaguardare – evidenzia Valerio Massimo Manfredi, presidente della Fondazione Vignola – e con Sogno o son dEste ci siamo posti l’obiettivo di far riscoprire, nella direzione di una maggiore tutela, un patrimonio artistico che nessun Paese al mondo può eguagliare”. Il progetto vede coinvolti vari edifici, infatti, ma molti altri potrebbero essere in futuro inclusi.

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