CRISTINA RUFINI
Cronaca

Abuso d’ufficio, verso la riforma Gli avvocati: "Non è un reato spia I numeri suggeriscono l’abolizione"

Il presidente della Camera penale Pasquale Longobucco interviene sulla decisione del Governo "Ferrara prima in regione per fascicoli aperti? Lo spieghi la Procura, ma talvolta gli esposti sono strumentali".

Abuso d’ufficio, verso la riforma  Gli avvocati: "Non è un reato spia  I numeri suggeriscono l’abolizione"

Abuso d’ufficio, verso la riforma Gli avvocati: "Non è un reato spia I numeri suggeriscono l’abolizione"

di Cristina Rufini

Il più alto numero (131, 95 dei quali archiviati o con sentenza di non luogo a procedere) di fascicoli aperti per abuso d’ufficio in Emilia-Romagna dal 2018 al 2022 è in capo alla procura di Ferrara: un numero elevato, con il picco di 77 nel 2021. Ne parliamo con il presidente della Camera penale estense, l’avvocato Pasquale Longobucco.

Quale spiegazione si dà di questo primato un pò inatteso?

"Mi vien da dire che la domanda andrebbe rivolta al procuratore capo, perché solo i suoi sostituti conoscono il contenuto di denunce ed esposti che hanno portato alla qualificazione di quei fatti come reato di abuso d’uffio. Sarebbe comunque interessante sapere a fronte di questo numero di iscrizioni la sorte di questi procedimenti. Anche in questo caso, la procura è quella che potrebbe fornirci una adeguata risposta. Ad ogni modo, dai dati complessivi che riguardano la nostra regione qualche indicazione si può trarre. Se negli ultimi 5 ci sono stati 727 fascicoli aperti nelle procure della nostra regione, di questi, 513 ( dunque il 70,66 %) si sono conclusi con archiviazioni e sentenze di non doversi procedere, significa che il 70% di quei procedimenti non hanno sfiorato il dibattimento. Significa che la denuncia o l’esposto erano privi dei requisiti minimi per approdare al processo".

Che cosa ne pensa come presidente della Camera penale della modifica, anzi l’abolizione, del reato di abuso d’ufficio in discussione in Parlamento?

"Siamo sempre stati critici verso una figura di reato come l’abuso d’ufficio, evidenziando la sua genericità e denunciandone le possibili storture applicative e le conseguenti strumentalizzazioni politiche: è quello che è avvenuto in questi anni. Bastata una qualsivolglia segnalazione per iscrivere nel registro degli indagati l’amministratore di turno, con conseguenti richieste di dimissioni da parte della fazione politica avversa ed incidendo così sulla vita democratica di quella comunita’. Sono i dati a suggerci una sostanziale abolizione dell’abuso d’ufficio. Nel 2021 su 5.418 procedimenti definiti dall’ufficio GipGup, le archiviazioni sono state 4.613. Nove le condanne".

Qualcuno lo ritiene un ‘reato spia’ della corruzione: l’ abolizione riduce la possibilità di individuare un simile reato?

"Solo l’idea che ci debba essere un reato spia per indagare e processare una persona per un altro reato, dovrebbe far accapponare la pelle dei cittadini e farli interrogare su quale sia l’idea dell’azione penale di alcuni pm. Sia chiaro, per noi avvocati non è un mistero. Sappiamo che le procure contestano in taluni casi il reato associativo solo in via strumentale per poter disporre le intercettazioni telefoniche o ambientali, che altrimenti non potrebbero utilizzare. Il nostro sistema penale ha una vasta gamma di reati contro la pubblica amministrazione. Non è l’abolizione dell’abuso d’ufficio che fa venir meno la possibilità di indagare su corruzioni o criminalità organizzata".