Ferrara, 3 febbraio 2021 - La pandemia ha profondamente cambiato il mercato immobiliare della nostra città. A risentirne in modo particolarmente evidente è il segmento degli affitti. Tanto più che, tra lezioni a distanza e chiusura delle regioni, è venuta a mancare la componente principale su cui s’incardinava l’intero sistema affittuario: gli studenti universitari. Gli agenti immobiliari, pur ritenendosi sufficientemente soddisfatti sul piano delle vendite, rilevano un altro aspetto non secondario: un drastico calo del prezzo d’acquisto degli immobili. "Il mercato degli affitti – spiega Alberto Cocchi, agente immobiliare – è pressoché azzerato. Quella che una volta per la nostra città era la componente fondamentale adesso è totalmente venuta a mancare".

Covid; dati e contagi in Emilia Romagna - Coronavirus, bollettino dei contagi del 2 febbraio - Test rapido Covid, tampone ed esame sierologico: come funzionano, le differenze

A causa del Covid "gli unici a cui affittiamo, in questo periodo, sono medici e specializzandi che sono stati recentemente assunti in ospedale". A questo si aggiunge il fatto che i canoni si sono sensibilmente abbassati. "In centro storico – prosegue Cocchi – un monolocale si arriva a strappare a un prezzo non superiore ai 300 euro. Per un bilocale ci aggiriamo sui 400 euro". Il fenomeno che però, forse più di tutti è indice del disagio e delle lacerazioni sociali che questa pandemia ha creato è legato alle vendite delle prime case da parte di intere famiglie.

"Nei mesi di pandemia – riprende l’agente – abbiamo assistito a un fenomeno davvero indicativo. Molte famiglie hanno messo in vendita la loro casa per esigenze di liquidità. A quel punto, una volta alienata l’abitazione, si trasferiscono in case affittate a cifre non superiori ai seicento euro". D’altro canto chi ha disponibilità, "piuttosto che tenere i soldi in banca, ha investito sul mattone, con la prospettiva un domani di affittare l’immobile". La richiesta si concentra comunque su "piccole abitazioni e su case che hanno un terrazzo o uno scoperto".

Massimo Vitali, titolare dell’agenzia ‘Domus’ stima che il valore del ‘mattone’ a Ferrara sconti una perdita di valore assimilabile al 15%, di media. "Il nostro è un mercato legato a doppio filo con l’andamento generale dell’economia. Diciamo che il mercato degli affitti, che ha registrato una battuta d’arresto dell’80%, ha tolto moltissimo all’indotto ma la mia preoccupazione è più che altro per il 2021". Nel senso che "fino ad oggi – dice ancora Vitali – abbiamo lavorato pressoché esclusivamente con persone con stipendi fissi. Ora, con lo sblocco dei licenziamenti prospettato e le ripercussioni del covid sull’economia, non so come sarà il futuro".

Dal canto suo Roberto Marzola, presidente di Fimaa Confcommercio, conferma il trend di richieste improntato su immobili dotati di giardini, terrazzi e balconi che rappresentano "il 60% della domanda da parte dei clienti". E si sta incrementando anche "la richiesta di case da restaurare: operazioni che si rendono possibili economicamente grazie all’Ecobonus nella speranza che tale meccanismo, che premia gli immobili green dal punto di vista energetico, venga prorogato al 2023. Sul fronte di chi invece è alla ricerca di un appartamento da prendere in affitto – chiude Marzola – abbiamo più domande, circa il 70%, di single o di persone che sono in città per motivi di lavoro che richiedono una posizione più centrale rispetto al 2019".