Studenti universitari in una foto d'archivio
Studenti universitari in una foto d'archivio

Ferrara, 29 maggio 2020 - Il corso di laurea in Tecnologie agrarie e acquacoltura del Delta che aprirà ufficialmente i battenti a ottobre nel nostro ateneo ha già il suo coordinatore. E’ Michele Mistri, attualmente professore associato al dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche. Lui è il terzo dei pionieri (assieme alla docente Olga Bortolini e al rettore Giorgio Zauli) che ha contribuito alla concretizzazione "di un grande sogno".
 

Professore, come intende declinare questo suo nuovo incarico?
"Oltre al ruolo che si confà ad un coordinatore di un corso di laurea occorrerà, mio avviso, essere estremamente aperti al dialogo e al confronto. Dal momento che si tratta di un nuovo percorso di studi, ho intenzione di declinare il mio impegno prima di tutto nell’ascolto delle osservazioni che i nostri studenti e le realtà con le quali fino ad ora ci siamo confrontati ci faranno. Mi piace sempre ricordare che ‘Tecnologie agrarie e acquacoltura del Delta’ è nato come risposta ad una serie di richieste che gli stakeholder del territorio hanno avanzato a partire proprio dal fatto che la realtà ferrarese non poteva non avere una facoltà di agraria".
 

Sia il rettore Zauli che la docente Bortolini hanno parlato di «studenti che dovranno essere pronti a mettersi gli stivali» spiegando che, essenzialmente, si darà molto peso alla parte pratica. Perché avete maturato questa decisione?
"Secondo noi è fondamentale declinare il corso di studi cercando il più possibile di rispondere alle richieste di nuove professionalità avanzate dal mondo produttivo. Questo in un certo senso ha anche una valenza che attiene alla valorizzazione delle nostre peculiarità. Al netto delle eccellenze agricole tipiche delle realtà ferraresi e rodigine occorre porre l’attenzione sull’acquacoltura. Basti pensare che la laguna di Venezia e quella di Grado Marano assieme alle valli di Comacchio e alla Sacca di Goro sono seconde al mondo per la produzione di vongole. C’è un’economia già piuttosto florida ma che ha ancora ampi margini di crescita".
A livello pratico come verranno declinati questi tirocini?
"L’istituto Cesta ha già stilato una lista con oltre cento aziende disponibili ad ospitare i nostri ragazzi per fare i tirocini. I ragazzi dovranno svolgere 325 ore di pratica aziendale. E, devo dire con una punta orgoglio che, a livello nazionale, siamo l’unico corso di laurea che ha dato così tanto peso alla parte pratica. Questo, ribadisco, ci è stato suggerito a più parti a partire ad esempio dall’ordine degli agronomi. In questo modo garantiremo, quantomeno per i primi tre anni di corso, una preparazione a tutto tondo. Due i filoni di approfondimento: il primo riguarda lo studio sulle nuove pratiche e tecnologie all’avanguardia. Il secondo, come detto, la parte più strettamente legata alla pratica".
 



Come saranno strutturate le lezioni?
"Per tutto l’anno accademico 2020/2021 le lezioni del corso di laurea in Tecnologie Agrarie e acquacoltura del Delta saranno esclusivamente online con lezioni registrate dai docenti. Mentre, per le altre facoltà, come ha ribadito il rettore Zauli, sarà garantita sia l’attività didattica in presenza, sia l’attività didattica in streaming. Comunque, per avere un’idea più precisa anche dell’offerta formativa, invito a partecipare agli open day in modalità telematica. Il prossimo sarà il 18 giugno".
 

Avete già avuto richieste di iscrizioni?
"Ufficialmente non ancora ma ad esempio l’ultima data di open day è stata sold out e, da tempo, ci arrivano richieste di informazioni da tanti ragazzi anche extra regione".