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20 giu 2022

Anoressia, bambina di 11 anni rischia la vita a Ferrara. "Serve un centro dove curarla"

La ragazzina è ora alimentata con un sondino naso-gastrico, e idratata per via endovenosa. L'appello del padre e del sindaco Alan Fabbri

20 giu 2022
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Anoressia, foto generica
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Anoressia, foto generica

Ferrara, 20 giugno 2022 - Rischia la vita, a soli 11 anni, per anoressia. La bambina pesa poco più di 30 chili, per un metro e cinquanta ed è da dieci giorni alimentata con un sondino naso-gastrico, e idratata per via endovenosa. 

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E ora il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, da giorni in contatto col padre della ragazza anoressica che rischia la vita, alla luce delle difficoltà riscontrate a trovare posti disponibili in centri specializzati, anche al di fuori della provincia di Ferrara e dell'Emilia-Romagna, rilancia "a tutto il Paese" l'appello del padre. "Sono vicino a questi genitori, da giorni, col padre, stiamo interessando altri territori, ma purtroppo i posti, anche al Sant'Orsola di Bologna, non sono disponibili e sembra di capire che i casi siano superiori alla capacità di risposta che il sistema sanitario, nel suo complesso, esprime. Chiediamo con urgenza, appellandoci ai centri di tutto il Paese, di sostenere questa famiglia e di aiutare questa bambina, con la consapevolezza che il fattore tempo è e sarà fondamentale", dice il primo cittadino.

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Il padre, in una nota diffusa dall'amministrazione ferrarese, spiega di essere stato contattato anche da altre famiglie con problemi analoghi: "Dopo la segnalazione della nostra situazione, altri genitori ci hanno contattato, raccontandoci storie analoghe. Sembra una pandemia". Medici e infermieri hanno "dimostrato sensibilità e grande attenzione al nostro caso, siamo in costante contatto e loro stessi si dicono preoccupati per la situazione di nostra figlia, ma non si trovano posti a livello regionale ed extraregionale". 

Le condizioni della ragazzina

La piccola è stata ricoverata nei giorni scorsi, "non beveva da cinque giorni, era disidratata", racconta il padre. "Abbiamo visto medici con le lacrime agli occhi".
Ora la bimba si trova da dieci giorni, circa, in pediatria all'ospedale di Cona. "Siamo qui, giorno e notte, a fianco della nostra bambina, sperando che possa essere inserita in un percorso specifico, in centri specializzati, ma ancora la notizia non è arrivata, nonostante la ricerca costante". 
La coppia ha altre due figlie, di sei mesi e dieci anni. "Siamo in difficoltà, mio padre, anziano è tornato a lavorare per badare all'azienda. Mia madre ci aiuta con le bambine, chiediamo solo che ci sia data una luce di speranza", dice il genitore.

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