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24 apr 2022

Autopsia disposta dalla procura Si cerca la sostanza iniettata

L’avvertimento che arriva da Confestetica: "Quello cui si è sottoposta la vittima è un trattamento medico"

Nessuna abilitazione o titolo particolare, nulla che ‘sulla carta’ potesse autorizzarla ad effettuare punture di silicone o altri trattamenti estetici. L’unico ‘riconoscimento’ era quello da ‘stilista’ e organizzatrice di eventi. Da anni, però e attraverso un passaparola - come confermano alcune persone nell’ ‘ambiente’, si recava di casa in casa per effettuare ‘ritocchi’ al seno o ai glutei o altre pratiche estetiche che lei conosceva, perchè praticate di frequente in Brasile, suo Paese di origine. Questo il ritratto che emerge di Pamela Andress, la cinquantenne finito sotto inchiesta per la morte della madre 35enne Samantha Migliore.

La procura di Modena nei prossimi giorni disporrà l’autopsia sul corpo della giovane mamma morta dopo essersi sottoposta a un trattamento al seno in casa. Esame autoptico per capire quali sono state le cause che ne hanno provocato il decesso, a partire dal tipo di sostanza che le è stata iniettata, su cui magari delle indicazioni agli inquirenti può già aver dato la stessa cinquantenne indagata. Ma sono ancora tanti i punti da chiarire di questa vicenda, a cominciare dalla posizione di chi ha fatto materialmente l’iniezione.

Per il trattamento al seno, sarebbe stato pattuito un compenso da 1.200 euro, ma resta ancora da capire che tipo di sostanza sia stata iniettata e con quali modalità. Certo è che – almeno secondo quanto accertato fino a oggi - Samantha si sarebbe sentita male poco dopo le iniezioni e nel giro di pochissimo tempo sarebbe morta fra le braccia del marito. Mentre procura e carabinieri proseguono le indagini per approfondire i contorni della storia, il paese del Modenese noto nel mondo per la Ferrari è sconvolto per la morte di questa giovane donna che si era trasferita da anni nel Modenese da Napoli.

"Il trattamento a cui si è sottoposta la signora Samantha Migliore (puntura volta a sollevare il seno) è un trattamento medico" e non estetico. Lo ha precisato Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, a proposito del caso della 35enne di Maranello. A causare la morte della 35enne, ribadisce Papa, "è stata chi ha esercitato abusivamente la professione sanitaria punibile dall’art. 348 c.p., che nulla ha a che vedere con i trattamenti estetici svolti nei centri specializzati".

re.fe.

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