di Federico Di Bisceglie Molti problemi sul fronte orientale. Parafrasando Remarque, sul controllo del green pass nelle aziende, che domani diventerà obbligatorio, si addensano ancora molte zone d’ombra. Uno fra i settori più problematici, come peraltro già sottolineato dal Carlino qualche tempo fa, è quello dei trasporti. A confermare "una situazione molto complessa" è il responsabile del comparto di Cna, Lorenzo Folli. Folli, qual è l’ostacolo più insormontabile che incontrano le imprese del trasporto? "Per la verità le complicazioni sono tante, diffuse su tutte le imprese che hanno una...

di Federico Di Bisceglie

Molti problemi sul fronte orientale. Parafrasando Remarque, sul controllo del green pass nelle aziende, che domani diventerà obbligatorio, si addensano ancora molte zone d’ombra. Uno fra i settori più problematici, come peraltro già sottolineato dal Carlino qualche tempo fa, è quello dei trasporti. A confermare "una situazione molto complessa" è il responsabile del comparto di Cna, Lorenzo Folli.

Folli, qual è l’ostacolo più insormontabile che incontrano le imprese del trasporto?

"Per la verità le complicazioni sono tante, diffuse su tutte le imprese che hanno una caratterizzazione non legata a un luogo fisico. Dal punto di vista dei trasporti, la situazione è aggravato dal fatto che gran parte della mano d’opera è composta da lavoratori dell’Est. Ovvero i più recalcitranti a sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid. Ergo, sguarniti di green pass.

Mi sa dare una stima, in termini percentuali, dei lavoratori nei trasporti non vaccinati?

"Nel ferrarese, da quello che è il nostro osservatorio, posso dire che fra gli italiani c’è un buon 70% di lavoratori vaccinati. Fra i lavoratori stranieri, il 30% non sono vaccinati, peraltro alcuni hanno già rinunicato, in vista di domani, a lavorare qui. Tornando al loro paese d’origine. Si tratta chiaramente di una stima, ma la portata del fenomeno è ampia e non è da sottovalutare perché potrebbe impattare pesantemente sull’economia del territorio"

Tanto per rimanere sui numeri, quante sono le aziende che rappresentate?

"A livello provinciale, sono seicento le imprese attive nel comparto dei trasporti. Di queste, oltre la metà sono iscritte a Cna trasporti. Per cui, il campione a cui faccio riferimento annovera almeno un migliaio di lavoratori dipendenti più almeno centocinquanta ditte di trasporto mono veicolare".

Con questi numeri, la mancanza del 30% di mano d’opera più creare indiscutibili difficoltà. Come vi state muovendo per sopperire a questo problema?

"Siamo in contatto con il Ministero, le interlocuzioni ci sono, ma le chiarificazioni, ancora, stentano ad arrivare".

Che cosa state chiedendo in particolare?

"Innanzitutto di evitare delle discriminazioni tra i lavoratori italiani e i lavoratori che provengono da altri paesi".

In che modo si potrebbero sostanziare le discriminazioni?

"I lavoratori italiani senza green pass che non riescono a fare il tampone non possono lavorare. Mentre, negli altri Paesi in cui non c’è l’obbligo, gli autotrasportatori (anche quelli che arrivano in Italia) lavorano lo stesso. Per questo chiediamo un irrigidimento dei controlli alle frontiere".

Parliamo del territorio. E parliamo dei controlli, altro tasto dolente per le aziende del comparto. Come vi state muovendo?

"Stiamo consigliando alle imprese di compilare un documento aggiuntivo al Dvr (documento di valutazione dei rischi, ndr), nel quale si specifica la modalità con la quale avviene il controllo. Fermo restando che, per ovvie ragioni, i controlli delle certificazioni vaccinali nelle imprese dei trasporti, per lo più, saranno fatti a campione o al ritorno degli autisti".