Bambino annegato in piscina, al vaglio i minuti prima della morte di Maximiliano Grandi
Bambino annegato in piscina, al vaglio i minuti prima della morte di Maximiliano Grandi

Bosco Mesola (Ferrara), 14 luglio 2020 - Sta vivendo un dolore profondo, indescrivibile, la famiglia del piccolo Maximiliano Grandi, che a soli 5 anni ha perso la vita nella piscina dell’agriturismo ‘Cà Laura’ di Bosco Mesola. Una tragedia ancora inspiegabile, sulla quale solo l’autopsia e le indagini da parte degli uomini dell’Arma riusciranno a fare piena luce. Alla casa in via Fiorella a Migliarino, i suoi famigliari si sono chiusi nella comprensibile disperazione che segue una simile tragedia. Solo la nonna paterna si lascia andare a poche parole che racchiudono tutta l’angoscia per la perdita dell’amatissimo nipote: "Il mio bimbo non c’è più, mi è stato portato via".

AGGIORNAMENTO / Indagati la madre e il titolare dell'agriturismo

Tra loro c’era un legame fortissimo, "era da me tutta la settimana – dice, alzando gli occhi verso il piccolo scivolo in plastica con cui il piccolo Maximiliano giocava -. Ancora non sappiamo nulla di quanto accaduto. Aspettiamo l’esito delle indagini in corso". C’è dolore e rabbia per una tragedia che ha strappato alla vita un piccolo angelo, che stava passando una giornata di divertimento e spensieratezza assieme alla mamma Veronica Romanelli nell’agriturismo ‘Cà Laura’, in via Cristina a Bosco Mesola.

Erano circa le 16.30 di domenica quando Maximiliano, dopo aver mangiato un gelato, per cause in fase di approfondimento, è finito in piscina, e qui ha trovato la morte. Vani sono stati i soccorsi da parte dei sanitari, intervenuti con ambulanza, automedica ed elisoccorso, che hanno tentato in tutti i modi di rianimare quel corpicino. Sul posto anche i carabinieri di Comacchio e gli uomini del Nucleo investigativo dell’Arma di Ferrara, che hanno effettuato rilievi, ascoltato le testimonianze di circa una trentina di persone che si trovavano nella struttura ricettiva in quel momento. E la madre Veronica, ancora sotto choc, e con un vuoto rispetto all’accaduto: lei ricorda che Maximiliano ha mangiato un gelato, poi ha iniziato a giocare, e poi l’ha visto in acqua, già privo di vita. Una sorta di ‘buco nero’ tra quando il bambino stava giocando e quando è stato trovato esanime in piscina, che dovrà essere colmato dagli investigatori per comprendere come sia finito dentro la piscina.

Ad oggi, il pm incaricato del caso, Stefano Longhi non ha iscritto nessun nome nel registro degli indagati, probabilmente attendendo un ricostruzione più dettagliata dei fatti, soprattutto del momento in cui Maximiliano è finito in piscina e come sia accaduto. Anche per prendere decisioni in me rito ad eventuali persone da indagare, se lo dovesse ritenere necessario, o consulenze da disporre. Nel frattempo, è stata disposta l’autopsia sul corpicino del bambino, che potrà fornire informazioni utili a far luce su una tragedia che ha ancora molti contorni da chiarire, come la causa della morte. La comunità di Migliarino, in queste ore, sta esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia: alla madre Veronica, e anche al papà Erik che, dopo aver ricevuto la notizia, domenica si è precipitato all’agriturismo ‘Cà Laura’, disperato, così come gli altri parenti del bimbo che hanno atteso per ore fuori dai cancelli della struttura ricettiva il momento di poter entrare, distrutti dal peggiore dei drammi che la vita possa riservare.