Basso ferrarese, 9 milioni: "Così rilanciamo i territori"

Sono nove i Comuni interessati al Piano regionale per evitare lo spopolamento "I contributi aiuteranno le amministrazioni a ridurre le diseguaglianze" .

Basso ferrarese, 9 milioni: "Così rilanciamo i territori"

Basso ferrarese, 9 milioni: "Così rilanciamo i territori"

Per sostenere il proprio rilancio, il Basso Ferrarese riceverà nove milioni e mezzo dalla Regione, attraverso fondi europei. Le motivazioni alla base dell’importante contributo e la sua destinazione (molto articolata, come vedremo) sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa in Provincia che ha visto la partecipazione del presidente dell’ente Gianni Michele Padovani, dell’assessore regionale al welfare Igor Taruffi e dei sindaci dei nove comuni interessati: Codigoro, Copparo, Fiscaglia, Goro, Iolanda di Savoia, Lagosanto, Mesola, Riva del Po e Tresignana. Il finanziamento fa parte di un piano destinato dalla Regione a contribuire alla ripresa dei territori più disagiati come l’Appennino e, appunto, il Basso Ferrarese, tutti alle prese con criticità quali la crisi economica, il calo demografico, la bassa scolarità. Fra i nove territori regionali individuati dalla Regione, quello estense è stato fra i primi, ha commentato con soddisfazione Padovani, a trovare l’accordo e mettere in piedi il progetto. Tutto ciò non senza un ampio dibattito e qualche discussione anche accanita. Occorreva insomma "fare ponti" sviluppando piani di collegamento, ha chiosato il sindaco di Riva del Po Andrea Zamboni e portavoce dei primi cittadini. E così è stato, ha infine osservato l’assessore Taruffi che ha confermato l’erogazione dei 9,5 milioni per il triennio 2024-27, "per ridurre le disuguaglianze", che andranno ad aggiungersi ai 12 stanziati gli anni precedenti. In più, ha aggiunto, con l’inizio dell’anno saranno promossi dei bandi con contributi per la ristrutturazione della prima casa a favore di giovani coppie e fondi per le rette degli asili, tutti ubicati nelle citate zone più disagiate, con l’evidente obiettivo di favorirne il ripopolamento. Tornando ai 9 milioni e mezzo, sono spalmati su 14 progetti. Due (per oltre due milioni) provengono dal Fondo sviluppo e coesione e riguardano il recupero di un immobile a Codigoro per imprese innovative e la riqualificazione degli spogliatoi del campo sportivo di Ro. Gli altri progetti (oltre sette milioni) fanno capo al Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Qui gli interventi si riferiscono a Guarda Ferrarese (una ex scuola), una ciclabile a Tresignana, il centro di Lagosanto e quello di Mesola, il secondo stralcio del già citato immobile di Codigoro, spazi per giovani e per sportivi a Goro e Migliaro, interventi a Copparo (magazzini ex Berco) e Ambrogio, oltre a interventi di inclusione sociale e turistici. Tutto è partito dalla scelta della Regione Emilia-Romagna, come spiegato dall’assessore Taruffi, di individuare nove aree emiliano-romagnole in condizioni di particolare fragilità. Fra queste è rientrata quella del Basso Ferrarese che ora è la prima a vedere scritto nero su bianco il percorso progettuale con il rispettivo programma di finanziamento e investimento.

Alberto Lazzarini